ALOHA mette insime Università ed intelligenza artificiale

ALOHA mette insime Università ed intelligenza artificiale

Il progetto ha l'obiettivo di introdurre l’intelligenza artificiale basata su Deep Learning in tutti i dispositivi elettronici che utilizziamo normalm

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Il progetto ha l’obiettivo di introdurre l’intelligenza artificiale basata su Deep Learning in tutti i dispositivi elettronici che utilizziamo normalmente. #FacceCaso.

ALOHA è un progetto che lavora su dispositivi elettronici intelligenti in grado di imitare le funzioni biologiche del cervello umano.

Su un finanziato di circa 6 milioni di euro dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon 2020, 500mila verranno destinati alle attività che verranno svolte dall’Università degli Studi di Cagliari.

Oggetto di studio dei ricercatori italiani coinvolti è una classe di algoritmi di intelligenza artificiale, nota come “Deep Learning”, che imita i meccanismi tipici delle reti neurali biologiche, riutilizzandoli nell’hardware e nel software dei moderni calcolatori. Lo scopo è che questi acquisiscano capacità di apprendimento paragonabili a quelle dell’essere umano e possano riconoscere e classificare con estrema precisione e rapidità immagini, video, suoni e sequenze.

Introdurre l’intelligenza artificiale basata su Deep Learning in tutti i dispositivi elettronici che utilizziamo normalmente è un obiettivo difficile da realizzare.

ALOHA mira ad abilitare l’uso del Deep Learning, per ora limitato a server ad alte prestazioni, su sistemi di elaborazione specializzati di nuova generazione aprendo la strada verso una nuova vastissima gamma di applicazioni.

Il progetto prevede:

  • un primo esperimentosugli impianti di sicurezza intelligenti. Si baseranno sul riconoscimento di video e immagini, da utilizzare in aree di emergenza.
  • la seconda ricerca prevede lo studio di speciali catene di montaggio cognitive, in grado di reagire in modo rapido e affidabile ai comandi vocali degli operatori, risultando più sicure e confortevoli.
  • la terza prevede lo sviluppo di dispositivi medici portatili, atti ad analizzare immagini mediche in condizioni critiche come necessario per esempio negli scenari clinici dei paesi del Terzo mondo o per operazioni di soccorso in caso di calamità o situazioni disastrose

A coordinare il progetto ci penserà Paolo Meloni, ricercatore del Laboratorio di Microelettronica e Bioingegneria del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università degli Studi di Cagliari.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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