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Se il femminicidio si combatte a scuola

Se il femminicidio si combatte a scuola

Corso per insegnanti organizzato da Isgrec e Centro Documentazione Donna. Uno dei fenomeni più drammatici che si verificano sempre più spesso nel nos

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Corso per insegnanti organizzato da Isgrec e Centro Documentazione Donna.

Uno dei fenomeni più drammatici che si verificano sempre più spesso nel nostro paese, è la violenza sulle donne. Ogni anno migliaia di mogli o fidanzate devono soccombere alla smania di possesso e frustrazione di uomini che si spacciano per persone che le amano.

Non è facile parlare, in poche hanno la forza, e talvolta non vengono neanche credute.
In ordine cronologico, l’ultimo risale ai fatto di Latina, dove un carabiniere ha ferito gravemente la moglie e ucciso entrambe le figlie.

È un fenomeno, quello del femminicidio, che deve essere “tappato” il più possibile , anche per fermare già dal principio quei soggetti che possono sembrare più a rischio per compiere violenze di questo genere.  E quale luogo più adatto della scuola?

Per questo, in occasione della ricorrenza della Festa Internazionale della donna, l’Isgrec e il Centro Documentazione Donna che opera al suo interno, hanno organizzato il corso di formazione per insegnanti “(Rel)Azioni contro la violenza di genere”; in quattro giorni portano a Grosseto formatori ed esperti di storia, pedagogia, comunicazione e diritto.

Il loro scopo è esaminare questo fenomeno e suggerire agli insegnanti gli strumenti per muovere la didattica verso una cultura più rispettosa della parità di genere. L’attività rientra nel progetto generale “Non solo l’8 marzo”.

Nello specifico il corso si compone di 8 ore di lezioni frontali più 4 di autoformazione, e si svolgerà nella Biblioteca Chioccon dell’Isgrec dal 6 marzo all’11 maggio. In cattedra si alterneranno la ricercatrice dell’Università Orientale di Napoli Laura Schettini, Simonetta Ulivieri dell’Università di Firenze, Elisa Giomi, sociologa di Roma Tre, e Fabio Rola, presidente della Sezione misure di prevenzione presso il Tribunale di Milano.

Il corso è organizzato in quattro moduli: storia, pedagogia, sociologia nella comunicazione dei media e diritto. La quota di iscrizione è di 70 euro.
La speranza è quella che si riesca ad invertire la tendenza, per diminuire sempre di più il femminicidio in Italia.

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia

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