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Click to Pray : l’app della Chiesa per avvicinare i giovani alla preghiera

Click to Pray : l’app della Chiesa per avvicinare i giovani alla preghiera

“Ben vengano gli strumenti che ci aiutano a vivere la Chiesa nel mondo digitale e combattere la buona battaglia nel mondo di oggi”. #FacceCaso. La Ch

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“Ben vengano gli strumenti che ci aiutano a vivere la Chiesa nel mondo digitale e combattere la buona battaglia nel mondo di oggi”. #FacceCaso.

La Chiesa si avvicina sempre di più ai giovani con la tecnologia. Oggi ti parlo di Click to Pray, un’app attiva in 21 Paesi con la bellezza di 900mila utenti e che da ieri è sbarcata anche in Italia.

Immagina un social network cattolico che consente agli utenti di scambiare sostegno spirituale e che si fa strumento dei fedeli, soprattutto i più giovani.

Padre Alessandro Piazzesi, direttore della Rete di preghiera per l’Italia, ha delfino l’app. “Una moderna versione digitale delle campane che a mezzogiorno ci ricordavano di recitare l’Angelus”, riferendosi al suono delle notifiche.

Detto così fa un po’ ridere, però c’è da dire che si tratta di un grande passo avanti per la Chiesa. Noi giovani siamo al centro dell’app, che dovrebbe guidarci attraverso la via della preghiera.

Il Papa l’ha approvata alla grande, chissà se anche lui ha uno smartphone?!

Comunque il funzionamento dell’app è semplice: sono proposti tre momenti di preghiera al giorno con testi brevi.

Click to Pray non sostituisce la preghiera. Come ha sottolineato il gesuita Frederic Fornos. “L’uso di una applicazione di preghiera non ci toglie dalla responsabilità di far incontrare Gesù faccia a faccia. La utilizziamo come una sorta di richiamo alla preghiera, forza silenziosa in grado di trasformare il mondo”.  

Forse la Chiesa non è poi tanto bigotta come pensiamo.

“Ben vengano gli strumenti che ci aiutano a vivere la Chiesa nel mondo digitale e combattere la buona battaglia nel mondo di oggi”. Ha dichiarato padre Lombardi.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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