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STUDENTS: far from home… alla ricerca di sè stessi in Irlanda!

STUDENTS: far from home… alla ricerca di sè stessi in Irlanda!

Tanta birra, folletti, festività, grandi risate e una seconda famiglia in Irlanda: l’anno all’estero di Ludovica raccontato su FacceCaso… Ciao Ludo!

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Tanta birra, folletti, festività, grandi risate e una seconda famiglia in Irlanda: l’anno all’estero di Ludovica raccontato su FacceCaso…

Ciao Ludo! Sono molto contenta di intervistarti oggi… quante volte mi hai parlato della tua amata Irlanda! Direi di partire col botto: qual è il tuo ricordo migliore del tuo anno all’estero in quarto liceo?
Ciao Marti! Questa domanda è difficile… ci sono davvero tanti momenti belli che ricordo come se li avessi vissuti ieri. Il primo che mi viene in mente è però la festa di compleanno della mia piccola host sister: dopo i festeggiamenti, al momento della torta, mi ha chiamata e ha urlato “I love my Italian sister”. Mi sono sentita parte della famiglia ed era da tempo che vedevo quella piccola peste come una sorella. Ora non ti nascondo che porto una foto di lei ovunque vada perché, anche a distanza di 4 anni, occupa una grandissima parte del mio cuore.

Quando hai capito che volevi staccare un po’ dalla tua città originaria, Napoli, per andare all’estero?
Napoli è sempre stata come un porto sicuro per me: so che vorrò sempre partire da lì, ma comunque consapevole del fatto che tornerò. Sin da piccola volevo andare lontano da casa per provare nuove sensazioni, sentirmi matura e indipendente, e al quarto anno di liceo i miei genitori mi hanno dato la possibilità di andare all’estero per mettermi alla prova. Non potevano farmi regalo migliore, devo tutto a loro.

Come mai hai scelto proprio l’Irlanda? È stata una scelta di testa o di pancia?
Ho scelto l’Irlanda perché mi ha sempre affascinata: i paesaggi, la cultura, la musica, le persone… hanno davvero tanto da raccontare. Forse è stata una scelta di cuore: volevo un posto lontano da casa, ma che, allo stesso tempo, me la ricordasse un po’. Così è stato, non mi sono mai sentita fuori luogo anche se non sono mancati momenti di difficoltà. Farei questa scelta altre volte e la consiglio a tutti, è davvero un bellissimo paese.

Ci racconti qualcosa della tua host family? Le esperienze fatte insieme, il clima familiare, le festività…
Il rapporto con la mia host family è stato bellissimo: sin dall’inizio ho visto Mags, la mia host mum, e Shon, il mio host dad, come due punti di riferimento fondamentali per questa esperienza e sono stati sempre presenti sia nei momenti belli che in quelli brutti. Amavano le festività e ogni scusa era buona per decorare casa con luci e colori. Halloween è sicuramente il periodo più divertente per loro: ci siamo travestiti tutti da fantasmi e siamo andati in giro per il vicinato a fare dolcetto o scherzetto. Natale è un altro periodo bellissimo e ancora oggi ci mandiamo delle cartoline per augurarci delle buone feste.

Pensi di essere tornata cambiata dopo il tuo anno all’estero? Se sì, in cosa?
Senza quest’esperienza non sarei la persona che sono oggi: in primo luogo, non avrei mai studiato scienze politiche e avrei continuato a pensare che la scelta giusta fosse medicina, scelta che sicuramente non mi avrebbe reso felice e soddisfatta come lo sono adesso. Non avrei, infatti, conosciuto la mia migliore amica e delle persone che mi hanno insegnato molto. Ho imparato ad organizzare la mia giornata, a trovare dei momenti per me stessa e a raggiungere i miei obiettivi con determinazione consapevole dei miei limiti. Sono davvero contenta di questa esperienza, e devo ammettere che la Ludovica di 16 anni che va in giro per l’Irlanda alla ricerca di sé stessa mi accompagna ancora oggi in molti momenti della mia vita.

Una cosa buffa dell’Irlanda che la rende il posto ideale per la propria “fuga”…
Una sola parola: Guinness. L’Irlanda è la patria della birra e per noi amanti del luppolo è veramente il paradiso. Nel periodo di Natale allestirono la piazza principale di Galway con tutti stand di birra artigianale. Una sera, dopo gli esami del primo trimestre, io e tutti i miei compagni di scuola andammo a fare una degustazione di birra. Ricordo solo che fu la sera più divertente della mia vita e che abbiamo riso tanto, complice sicuramente anche la tanta birra.

E con questo ricordo dolce (o al sapore di Guinness?) vi salutiamo e ci rivediamo la settimana prossima con “STUDENTS: far from home…”. Non dimenticate di scriverci se volete raccontarci la vostra esperienza all’estero!

#FacceCaso

Di Martina Borrello

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