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A Bologna religione fa rima con…integrazione

A Bologna religione fa rima con…integrazione

Alcuni istituti di Bologna hanno deciso di trasformare l'ora di religione tradizionale in un dibattito sulle diverse culture che favorisce il dialogo.

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Alcuni istituti di Bologna hanno deciso di trasformare l’ora di religione tradizionale in un dibattito sulle diverse culture che favorisce il dialogo.

Qualche tempo fa vi avevamo parlato dell’ateo-bus, l’iniziativa ideata per manifestare contro l’ora di religione a scuola, vista sempre di più come un catechismo ufficioso. Ma l’ora di religione, se fatta bene, può avere una funzione importante a livello sociale e alcune scuole sembrano averlo capito.

Tra queste ci sono sicuramente anche la scuola elementare Don Minzoni e le scuole medie Saffi di Bologna. Questi due istituti hanno deciso di abbandonare l’insegnamento di religione classico sostituendolo con un progetto-pilota incentrato sulla cultura religiosa.

In altre parole gli insegnanti hanno scelto di non concentrarsi esclusivamente sul cattolicesimo preferendo dare spazio anche alle altre religioni. L’obbiettivo è coinvolgere maggiormente i bambini e i ragazzi che hanno una fede diversa da quella cattolica.

Risultato? Maggiore inclusione e più dialogo tra giovani di diverse etnie con tanto di benestare della curia. Motivo per cui altri istituti della città, tra cui la scuola media Leonardo Da Vinci, hanno deciso di imboccare la strada già battuta dalla Don Minzoni e dalla Saffi.

Ma entriamo più nel dettaglio e scopriamo come funziona nella pratica questo programma e soprattutto come mai è riuscita ad ottenere tutto questo successo. Innanzitutto, però, bisogna sottolineare che la creazione del progetto ha soltanto perfezionato un orientamento che gli insegnanti di queste scuole avevano fatto proprio da tempo.

Già diversi mesi prima che il programma andasse in porto, infatti, i docenti avevano iniziato ad introdurre nelle loro lezioni vari libri sacri come la Bibbia e il Corano e avevano esortato i propri studenti a trovare somiglianze, incroci e parallelismi che legassero i differenti testi.

Fra i vari testi, poi, spiccava anche la Costituzione che di sacro, a dir la verità, ha ben poco ma che è ugualmente fondamentale perché illustra i diritti, i doveri e le regole sulle quali le varie religioni devono sapersi modellare.

Questa discussione sulle differenze e sui punti di contatto fra i vari culti favorisce inevitabilmente il dialogo tra i ragazzi di diverse etnie rivelandosi un collante sociale davvero niente male. Insomma, a Bologna l’ora di religione è diventata l’ora più bella e forse l’ateo-bus può tornare al capolinea, almeno per il momento.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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