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Convegno LGBT a Verona; per i fascisti è no

Convegno LGBT a Verona; per i fascisti è no

Il convegno dedicato agli LGBT, organizzato dall'Università di Verona, non era gradito ai fascisti locali e perciò ecco cosa è successo. “All'Univers

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Il convegno dedicato agli LGBT, organizzato dall’Università di Verona, non era gradito ai fascisti locali e perciò ecco cosa è successo.

“All’Università di Verona i gay non sono ben accetti”. No, purtroppo non si tratta del titolo di un articolo di giornale degli anni ’30 ma della dura realtà. Nel capoluogo veneto, infatti, il tempo sembra essersi fermato e ciò che è accaduto ne è la prova.

Ma andiamo con ordine. Il prossimo 25 maggio all’Università degli Studi di Verona si sarebbe dovuto tenere un convegno dedicato a omosessuali, bisessuali e transgender dal titolo “LGBT: richiedenti asilo, orientamento sessuale e identità di genere”.

Sarebbe perché in realtà questo convegno non si terrà più. Nessun problema tecnico o logistico, però, ad impedire lo svolgimento del meeting sono stati i fascisti. Si, avete capito bene, i fascisti; su tutti gli esponenti di Casapound e Forza Nuova.

Questi ultimi avevano descritto l’ateneo veronese come “ostaggio delle lobby LGBT” mentre per le strade della città circolavano volantini dal contenuto conciso ma fin troppo chiaro: “No ai rifugiati gay a Verona, stop dittatura gender”.

Nicola Sartor, il rettore dell’università veneta, ha perciò deciso di annullare l’evento per impedire che i fascisti potessero interromperlo con iniziative violente. Così facendo, però, l’ha data praticamente vinta ai gruppi di estrema destra.

C’è da dire che non è la prima volta che Verona viene accostata al fascismo. Nella curva dell’Hellas Verona, squadra di calcio locale, per esempio, si sono sentiti spesso cori xenofobi che si ispirano alle idee di questo orientamento politico (se così lo si può definire).

Mai prima d’ora, però, un’istituzione così importante come l’ateneo cittadino si era piegato alla volontà di una minoranza (seppur cospicua ma comunque una minoranza). Una minoranza che ancora una volta ha dimostrato di avere una preoccupante influenza nel capoluogo veneto.

Ma allora cosa avrebbe dovuto fare il rettore dell’università? Per quanto ci riguarda avrebbe dovuto infischiarsene dell’opinione dei neofascisti e lasciare che il convegno si svolgesse senza intoppi, magari col sostegno delle autorità. E ora cosa deve fare? Beh, per alcuni dovrebbe dimettersi e forse è anche giusto così ma cambierebbe qualcosa? No e forse è questa la cosa peggiore.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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