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Le scorciatoie degli studenti, ormai strade chiuse

Le scorciatoie degli studenti, ormai strade chiuse

Ultimamente in soccorso dello studente esistono vari siti ausiliari per svolgere compiti, verifiche e interrogazioni, ma questa favola durerà ancora p

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Ultimamente in soccorso dello studente esistono vari siti ausiliari per svolgere compiti, verifiche e interrogazioni, ma questa favola durerà ancora poco.

Inutile negarlo, che gli studenti in questi tempi siano aiutati nello studio tramite i social network e siti internet è ormai assodato. Tale fenomeno è anche sempre più ricorrente anche all’interno delle aule durante le verifiche, non solo a casa durante lo studio.

Il “doppio cellulare” è una strategia adottata da vari studenti per riuscire a strappare una sufficienza salvavita: solitamente durante un test il professore ritira i cellulari agli studenti per evitare che questi possano copiare. Portandone due il gioco è presto fatto. Basta infatti consegnarne solo uno dei due per riuscire a raggirare il professore e riuscire nell’oscuro intento. Ormai i bigliettini sono una cosa appartenente solo al passato.

Uno dei siti più cliccati dagli studenti liceali è Splash Latino: una piattaforma dove chiunque può ricercare versioni di latino e chiaramente scopiazzarle per risparmiarsi varie ore di lavoro. Purtroppo però, come tutte le cose belle, anche Splash Latino ha una fine.
In questi giorni al Parlamento Europeo si è discusso in seduta plenaria sull’approvazione dell’emendamento sull’articolo 13 della riforma sul copyright. Fino alla fine della discussione, il sito rimarrà chiuso.

I programmatori di Splash Latino hanno pubblicato sulla home del sito e su Twitter il loro parere:

“Non siamo contro il diritto d’autore, ma siamo contro leggi scritte male che favorirebbero chi si arroga la paternità di opere che appartengono al nostro patrimonio comune e alle nostre radici.
Chi tutela il diritto d’autore, dovrebbe ricordarsi di tutelare la libertà di diffondere e promuovere le opere di pubblico dominio, prima di tutelare i propri diritti.
Cicerone, Cesare, Sallustio, Livio, Catullo sono i miei antenati, i nostri antenati.”

Dopo questa loro affermazione hanno anche lanciato un hashtag contro la riforma dell’Unione Europea: #SaveYourInternet.

Tale fenomeno del copyright però non tocca in causa solo Splash Latino, ma anche tutti quegli altri siti non ufficiali. Sono comprese quindi quelle piattaforme on-line sulle quali puoi reperire opere, versioni o qualsiasi altro tipo di informazione.
Staremo a vedere come si concluderà, per ora, diversi studenti sono nel panico.
Forse dovremmo tornare ai cari e vecchi bigliettini.

#FacceCaso

Di Riccardo Turini

COMMENTS

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    Giulia 11 mesi

    Il problema non è la violazione di copyright da parte di Splash Latino, ma le pretese ingiustificate da parte delle case editrici. I diritti patrimoniali sul copyright scadono dopo 70 anni dalla morte dell’autore. I diritti morali non hanno scadenza! Sembra pacifico che non si possa avanzare alcuna richiesta su testi i cui autori sono morti oltre 2 millenni fa! La pretesa da parte di AIE e delle case editrici, sarebbe quella di poter negare la produzione di opera derivata (traduzioni) a un sito di traduzioni come Splash Latino. Va da sé che la nuova legge possa complicare l’esistenza ad un qualsiasi portale web… Anche quando si rispettano le regole e si è dalla parte del giusto! Per di più, nei libri di testo sono pubblicate versioni latine anonime, riportate da diversi libri di testo pubblicati da diverse case editrici, come si fa a conoscere la data di morte di un autore se nel testo scolastico non è riportato l’autore? Tra l’altro la pubblicazione del nominativo dell’autore ricade nelle prescrizioni di legge e gli editori sono tenuti a farsi autorizzare per la pubblicazione se l’autore e morto da meno di 70 anni e comunque indicarne il nome e la casa editrice che ne deteneva i diritti come espressamente indicato nel comma 3 dell’art. 70 l.d.a. è stato novellato dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68, di attuazione della Direttiva 2001/29/CE.

    ” Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.”

    Tutto ciò gli editori che pubblicano versioni latine non l’hanno mai fatto! Ed ora hanno la pretesa di fare chiudere siti di traduzione per brani i cui autori sono morti nel I sec. a.C. o per brani di cui si sconosce l’autore e di conseguenza la data di morte, impossibilitando la determinazione se un brano sia coperto o meno dà diritto d’autore.

    Fanno benissimo quelli di Splash Latino a denunciare l’attività intimidatoria delle case editrici, che agiscono in palese violazione delle leggi vigenti e arrogandosi diritti che non hanno! E altrettanto bene fanno nel denunciare le distorsioni che porterà la nuova direttiva sul copyright della UE. Leggi da film di fantascienza… siamo ai livelli di Minority Report. Si pretende che qualsiasi editore internet da Google alla più piccola piattaforma, si faccia carico di individuare violazioni d’autore ancora prima della pubblicazione, non potendo un algoritmo prendere in considerazioni le mille eccezioni alla legge sul copyright… Dal diritto di critica, quello di satira o come nel caso denunciato da Splash Latino a testi il cui diritto d’autore è scaduto o, essendo testi anonimi, non potendone determinare l’effettiva violazione di copyright.

    L’augurio è che in ogni paese dell’UE la direttiva venga recepita meglio di come è stata pensata.

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