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Colloqui: c’è chi propone di pagare per saltare la fila

Colloqui: c’è chi propone di pagare per saltare la fila

In base alla propria possibilità economica, qualcuno compra diritto a saltare la fila e qualcun altro no. Ciò crea una disuguaglianza che nella scuola

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In base alla propria possibilità economica, qualcuno compra diritto a saltare la fila e qualcun altro no. Ciò crea una disuguaglianza che nella scuola non dovrebbe esistere. #FacceCaso.

Ti pare normale che dei genitori paghino per saltare la fila ai colloqui dei propri figli?

Alcune scuole hanno sperimentato di recente l’utilizzo di un’app di nome “Colloqui Facili” per prenotare i colloqui con gli insegnanti ed acquistare una priorità nella fila. Tutti i genitori hanno diritto di parlare con i prof per un periodo fissato indipendentemente dalla priorità d’arrivo, in modo da minimizzare l’attesa.

Fin qui niente di male, se non fosse che il dirigente di una delle scuole in questione, ha proposto di pagare un canone volontario per coprire i costi del servizio gestito da privati esterni alla scuola. 

Stando così le cose, i genitori che decidono di non pagare per usufruire del servizio, saranno sicuramente scavalcati nella fila dai genitori paganti, indipendentemente dall’attesa. 

Ovviamente alcuni genitori non hanno apprezzato questa novità ed hanno organizzato un incontro per rifiutare la proposta.

In base alla propria possibilità economica, qualcuno compra diritto a saltare la fila e qualcun altro no. Ciò crea una disuguaglianza che nella scuola non dovrebbe esistere. 

Anche se si trattasse di una cifra irrisoria, per eliminare la disuguaglianza tutti i genitori si troverebbero costretti ad acquistare il servizio. E poi ci sono cose che si possono comprare, come dice la pubblicità. Immagina di voler offrire una cifra in cambio di un regalo ricevuto, che regalo sarebbe? I genitori che trascorrono ore e ore in fila per i colloqui, ci tengono ai loro figli e alla loro istruzione. Un genitore che paga per evitarsi quella fila è davvero interessato al futuro del proprio figlio?

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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