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In Italia le disparità sociali influiscono sui risultati scolatici. É un problema

In Italia le disparità sociali influiscono sui risultati scolatici. É un problema

Tra le innumerevoli conseguenze delle disparità sociali, una si riflette sul mondo della scuola. È dimostrato come i giovani più svantaggiati vadano p

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Tra le innumerevoli conseguenze delle disparità sociali, una si riflette sul mondo della scuola. È dimostrato come i giovani più svantaggiati vadano peggio a scuola.

Quanto emerge dal rapporto Ocse-Pisa dimostra una situazione in Italia che è tutto tranne che sostenibile. Le famiglie svantaggiate rimangono tali e quelle avvantaggiate progrediscono. Le disparità sociali determinano i voti dei giovani. Non ci sono sufficienti aiuti, non c’è una spinta al miglioramento. Da cosa si capisce tutto questo? Dai risultati e dalle scelte scolastiche dei giovani.

Quanto influisce l’estrazione sociale con i risultati scolastici?

Tanto. É evidente, ma qualcuno se ne preoccupa? É stato dimostrato che la “povertà” è strettamente legata ai voti ottenuti a scuola. Le posizioni di svantaggio o vantaggio economico delle famiglie influenzano tanto gli obiettivi quanto i risultati. I rapporto Ocse Pisa di cui vi sto parlando consiste in una ricerca sulla resilienza tra i giovani. In generale tra i paesi europei il 31% dei giovani svantaggiati è resiliente, che significa che riescono a emanciparsi dalla loro situazione di partenza svantaggiosa e ottengono risultati migliori dei colleghi che partono da condizioni migliori. Ma questo in Italia non accade.

Il caso italiano

La conseguenza delle disparità sociali in Italia, oltre che riflettersi sui risultati scolastici come ho già sottolineato, si riflette anche sul benessere in generale dei giovani. Tra gli studenti e le studentesse svantaggiati, solo il 18% si ritiene soddisfatto della propria vita. Inoltre, tra questi giovani solo il 64% sostiene di sentirsi a proprio agio a scuola, e questo dato è in visibile calo negli ultimi anni.

Parlando di risultati scolastici…

Rimaniamo in Italia e andiamo a vedere effettivamente cosa significa che i più svantaggiati vanno “peggio a scuola”. Parlando di numeri emerge che solo il 12% dei giovani svantaggiati riesce a emanciparsi ed essere tra i più “bravi” in Italia. Ciò significa che solo 3 studenti su 100 sono bravi e svantaggiati. Un po’ pochino, no?
C’è da aggiungere anche il fatto che l’estrazione sociale influisce anche sulla scelta della carriera scolastica da intraprendere dopo le scuole medie. Infatti anche tra i “bravi” e svantaggiati, moltissimi di questi decidono di continuare gli studi in un istituto tecnico piuttosto che un liceo, conseguenza delle spinte della famiglia.

Secondo voi cosa si potrebbe fare per capovolgere questa drammatica situazione? #FacceloSapere!

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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