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La tragica morte di Desirée Mariottini

La tragica morte di Desirée Mariottini

I giornali raccontano che la ragazza sarebbe stata drogata fino a perdere i sensi, poi violentata mentre era incosciente e infine uccisa la notte del

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I giornali raccontano che la ragazza sarebbe stata drogata fino a perdere i sensi, poi violentata mentre era incosciente e infine uccisa la notte del 19 ottobre.  #FacceCaso.

Quando accade una tragedia come quella che ha colpito Desirée Mariottini, trovare una verità assoluta è complicato. Di vero però, c’è che non si può morire a 16 anni, e se proprio qualcuno ha deciso che devi morire, non puoi farlo in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, vittima di uno stupro di gruppo.

Ieri sera è stato fermato il quarto uomo sospettato della morte della ragazza. Yousif, di circa 30 anni, è stato catturato a Foggia mentre stava per scappare dall’Italia. La polizia aveva già fermato a Roma Mamadou Gara di 27 anni, Brian Minteh di 43 anni e Chima Alinno di 46 anni. Tutti i fermati avevano precedenti per spaccio. 

Omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti, queste le accuse attribuite ai 4 uomini che hanno messo fine alla vita di una studentessa che più o meno ha la tua età.

I giornali raccontano che la ragazza sarebbe stata drogata fino a perdere i sensi, poi violentata mentre era incosciente e infine uccisa la notte del 19 ottobre. Dodici ore di agonia tra droga e violenza per essere lasciata sola a morire, seminuda, in uno stanzone al piano terra di San Lorenzo.

Il 17 ottobre Desirée, che viveva a Cisterna di Latina, ha chiamato la nonna per dirle di aver perso l’autobus e che sarebbe rimasta a dormire da un’amica a Roma. Il giorno dopo, verso le 4 del mattino, un testimone ha dichiarato di averla vista in via dei Lucani.

È qui che suoi assassini l’avrebbero uccisa, somministrandole un mix di droghe per poi abusarne come bestie. 

Desirée era una ragazza problematica, inquieta, fragile, che andava aiutata. Ha affogato i suoi problemi in psicofarmaci e brutte compagnie. C’è chi pensa che pur di procurarsi una dose, si sia addirittura prostituita, senza dirlo ai genitori che non avrebbero mai immaginato un finale peggiore di questo.

Giovedì il quartiere di San Lorenzo è sceso in strada per una fiaccolata in memoria della ragazza.

“Fuori i mostri dal quartiere”, “fuori i mostri dall’Italia”, si legge sugli striscioni. Alla fiaccolata anche uno striscione del padre: “Papà ti porterà sempre nel cuore”. Lo faremo anche noi. Ciao Desirée.

#FacceCaso. 

Di Francesca Romana Veriani 

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