“Bussetti, fermati!” La lettera delle associazioni disciplinari italiane contro il Ministro dell’istruzione

“Bussetti, fermati!” La lettera delle associazioni disciplinari italiane contro il Ministro dell’istruzione

Appello al ministro e al governo da parte dei formatori di matematici, fisici, geografi e linguisti per annullare la soppressione dei tirocini post-la

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Appello al ministro e al governo da parte dei formatori di matematici, fisici, geografi e linguisti per annullare la soppressione dei tirocini post-laurea per gli aspiranti docenti. #FacceCaso.

Ogni cosa si impara prima analizzandola sul campo, poi agendo direttamente su di esso. Nel caso degli aspiranti docenti, invece, sembra esserci una discrepanza con questo concetto: lo dichiara il disegno di legge inserito nella legge di bilancio che prevede l’accesso ai concorsi direttamente dalla laurea, senza passare per le fasi di tirocinio post-universitario. In molti, però, dubitano riguardo al senso di questa modifica, e si stanno mobilitando per cambiare le cose. Sono i presidenti delle associazioni disciplinari italiane, e scrivono direttamente al Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, al premier Giuseppe Conte e alle commissioni Bilancio e Istruzione di Camera per tutelare i diritti di tutti gli aspiranti docenti.

Ecco una parte del loro discorso: “Si prospetta un notevole arretramento del sistema educativo del nostro Paese, già affetto da un tasso di dispersione scolastica tra i più alti d’Europa, nonché uno svilimento della professione di docente della scuola secondaria, messo in cattedra in qualità di generico esperto disciplinare e non, come necessario per la propria credibilità e quella dell’intero sistema, uno specifico professionista al pari degli altri: dei propri colleghi di scuola primaria e di coloro che esercitano professioni di alto livello di responsabilità come medici, ingegneri, avvocati”.

Ma il nocciolo della questione è che per diminuire l’età media degli insegnanti italiani, sostituire nel prossimo biennio quelli destinati alla pensione con quota 100 e risparmiare qualche risorsa togliendo il Fit per percorso non abilitati, il ministero ha tolto dal percorso di un docente proprio l’ultimo passo per essere sotto tutti gli aspetti pronti per l’insegnamento.

“È impensabile – continuano le associazioni disciplinari italiane – dopo aver sancito nel 1990 la necessità di una specializzazione post-laurea per l’insegnamento secondario nella scuola di oggi, molto più complessa rispetto al passato, gli insegnanti della secondaria siano spinti a esercitare la loro fondamentale funzione educativa senza possedere gli strumenti necessari per sapere cosa e come insegnare nelle varie fasce di età. – E ancora – La locuzione ‘imparare sul campo’, senza un quadro teorico di riferimento che faccia da bussola del proprio agire professionale e senza un metodo di ricerca ben impostato fin dall’inizio della carriera, è quotidianamente smentita dai fatti, oltreché obsoleta, e inconsistente sul piano scientifico e culturale. Non si accetterebbe mai che venissero eliminati i corsi di specializzazione in Medicina per far imparare sul campo della nostra vita i futuri chirurghi, né le ore di volo dei piloti sotto la guida di esperti verrebbero cancellate per imparare sul campo come si guida un aereo con passeggeri. Nessuna comunità civile può accettare che il campo di prova siano i nostri studenti”. Citando Leonardo da Vinci, l’appello ricorda: “Quelli che s’innamorano di pratica senza scienza son come il nocchiere che entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada”.

È necessaria, secondo i presidi, una formazione continua, in particolare per chi ha fatto delle formazioni una scelta di vita.

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia

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