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I giovani europei badano al sodo: “l’individuo” è al centro dei valori per il futuro

I giovani europei badano al sodo: “l’individuo” è al centro dei valori per il futuro

Un’indagine sociologica internazionale su un vasto campione di giovani europei di 18-30 ha mostrato quali idee e prospettive abbiano per il loro futur

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Un’indagine sociologica internazionale su un vasto campione di giovani europei di 18-30 ha mostrato quali idee e prospettive abbiano per il loro futuro. I risultati sono inequivocabili.

Nel caso non fosse ancora chiaro, siamo nel terzo millennio. Benvenuti nella nuova era. Qui, oggi si ragiona in una prospettiva globale e i giovani europei coinvolti nella ricerca dimostrano di aver ben chiaro quali saranno le dimensioni valoriali per l’immediato futuro.

La ricerca ha riguardato ragazzi di quattro grandi paesi del vecchio continente. Tedeschi, polacchi, italiani e russi hanno dovuto indicare in scala di importanza quali valori ritenessero più indicativi per lo sviluppo della persona nella società.

Dai risultati è emersa una netta prevalenza per i valori di natura economica (il denaro, il lavoro, il benessere materiale, la carriera). Ma questo non deve dare l’idea di una generazione di materialisti. Al secondo posto ci sono i valori relativi alla vita sociale (salute, famiglia, tempo libero, riconoscimento/rispetto da parte degli altri, istruzione, i bambini). Subito dietro, quelli che qualificano la vita privata (la pace della mente, gli amici, l’amore, il sesso).

Staccatissimi e con percentuali irrisorie si trovano i valori politici, patriottici e spirituali. Infatti la maggior parte ha dichiarato avere scarsa o nessuna speranza di influire incisivamente sulle decisioni delle istituzioni e sull’andamento politico del proprio paese. Meglio allora badare al sodo.

Sì, perché i dati parlano chiaro. I giovani europei devono percepire la tangibilità delle cose per avere la certezza che esse influiscano sulla vita di tutti i giorni. Valori astratti come la religione o il patriottismo sembrano concetti appartenenti alla preistoria rispetto alla concretezza del successo personale e del benessere proprio e degli altri.

Nelle domande sul proprio orizzonte di vita, sulle aspettative e i progetti personali, le risposte hanno fornito un quadro abbastanza ottimistico. I giovani russi stimano che la loro vita attiva in un buono stato di salute fisica e mentale arriverà a 56,2 anni, con una durata della vita fino a 68,8 anni. I polacchi rispettivamente a 51,1 e 76,6 anni, mentre i tedeschi 61,2 e 82,4 anni. Gli italiani hanno espresso i risultati più elevati, con una valutazione di vita attiva fino a 65,8 anni ed una aspettativa di durata della vita pari a 84,5 anni.

In tutti e quattro i paesi, i ragazzi hanno evidenziato la consapevolezza della necessità di una buona educazione di base per raggiungere i propri obiettivi. Inoltre, è diffuso un notevole grado di autostima e di fiducia circa le proprie capacità di raggiungere una posizione adeguata nella scala sociale del rispettivo paese.

È il nuovo millennio, signori. Largo ai giovani.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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