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Bremerstraße 23: cronache di un Erasmus a Kiel – Parte 0

Bremerstraße 23: cronache di un Erasmus a Kiel – Parte 0

Cosa vuol dire essere in Erasmus? Cosa vuol dire essermi trasferita a Kiel? Te lo racconto in questo articolo (e non solo!). Sono partita con due val

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Cosa vuol dire essere in Erasmus? Cosa vuol dire essermi trasferita a Kiel? Te lo racconto in questo articolo (e non solo!).

Sono partita con due valigie arancioni, un volo Roma Ciampino – Berlino Schonefeld, tante aspettative ma anche tanta paura. Mi stavo trasferendo in un paese che non sembra troppo lontano ma che è tanto diverso. Sono arrivata a Kiel senza sapere cosa aspettarmi, sapevo solo che era una città brutta, sul mare ma brutta.

Questo è stato l’inizio del mio Erasmus. Un Erasmus arrivato un po’ per caso perché ero stata ripescata. So che ti stai ancora chiedendo dov’è Kiel, me lo sono chiesto anche io, appena mi è arrivata la telefonata dalla mia università. È una città portuale, al nord della Germania. Di base, è più vicina la Danimarca che la Germania stessa.

Mi è stata assegnata la stanza di un dormitorio al 23 di Bremerstraße, sono andata a parlare con il custode e sapeva a malapena una parola d’inglese, figuriamoci d’italiano. E il mio tedesco era più o meno allo stesso livello. L’unica cosa di cui sono sicura è che appena ha visto da dove venivo mi ha detto: “Italia, ah si, Valentino Rossi”.
Ho conosciuto lì la mia prima, e più importante, amica. Cercando di capire cosa fare.

Perché l’Erasmus è così. Un gruppo di ragazzi che vanno all’estero per studiare ma che in realtà devono fare i conti con tante cose diverse, dalle abitudini alla burocrazia. Lo sai per esempio che qui gli uffici pubblici aprono alle 7.00 del mattino? E soprattutto, sai che devi essere lì a quell’ora per riuscire a prendere un appuntamento?

L’Erasmus è studiare all’estero ma è anche insegnare ad un gruppo di spagnoli che è vero che in Italia mangiamo tutti i giorni pasta e che no, non siamo tutti grassi. L’Erasmus è prendere un FlixBus per otto ore e andare in Svezia solo per due giorni e pensare “ma quando mi ricapita”.

L’Erasmus è capire che puoi fare tutto. Attento però, non è così semplice. Di solito il posto in cui vai in Erasmus lo ami o lo odi. Io per esempio lo odio, ma amo le persone che mi stanno attorno.
Perché siamo la generazione Erasmus (di cui ti avevo parlato anche quisolo se ci crediamo davvero.

Ad Anna, Riccardo, Vito, Ayoub, Natalia, Edurne e Oihane. Perché loro sono il mio Erasmus.

E dopo questo inizio molto (ma molto) sdolcinato l’unica cosa che posso dirti è #staytuned e

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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