Tempo di lettura: 3 Minuti

Una Giornata della Memoria nel Ghetto di Roma

Una Giornata della Memoria nel Ghetto di Roma

Attraverso Forza Italia Giovani Roma, sono stato al Museo Ebraico e alla Sinagoga, ospiti dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Un’esperienza importanti

Sedicenni al voto: che si fa?
Xiaoyi , l’intelligenza artificiale che effettua diagnosi mediche
In una scuola a Via Goldoni i bambini senza vaccini restano fuori

Attraverso Forza Italia Giovani Roma, sono stato al Museo Ebraico e alla Sinagoga, ospiti dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia. Un’esperienza importantissima nella Giornata della memoria.

Ricordare uno degli eventi più tragici e significativi nella Storia del Novecento e dell’umanità tutta, respirare ancora di più il legame con la cultura di una delle comunità più antiche di Roma. È quello che mi è capitato in questa domenica della Giornata della Memoria.
Insieme a una delegazione del movimento giovanile di Forza Italia, siamo stati accolti dal Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e dai membri dell’UGEI.

Questi ci hanno accompagnato attraverso una visita carica di Storia, valori e significati incancellabili. Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello ha infatti aperto una visita speciale e “personalizzata” proprio per la nostra delegazione, ospitata poi con pazienza e disponibilità dai ragazzi dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia, oggi rappresentati dal presidente Keren Perugia, il vice Ruben Spizzichino e il consigliere Yoseph Tesciuba.

In una data non indifferente come il 27 gennaio, abbiamo così preso parte a un percorso unico in Europa, attraverso la memoria Storica e Culturale della seconda Comunità Ebraica più antica del mondo dopo quella di Gerusalemme, ossia proprio quella Romana, presente da oltre due millenni nel cuore della Capitale e rappresentante di una significativa parte della sua stessa evoluzione.

Cimeli, pergamene e ricordi delle famiglie del Ghetto, utili per comprendere come si sia evoluta la Storia di questo Popolo e cosa la stessa Comunità abbia potuto passare durante i rastrellamenti del 15/16 ottobre 1943, che condussero alla deportazione oltre 1500 ebrei romani, ritornati a casa solo in 16 alla fine della Guerra.

Il 27 gennaio rimarrà sempre un giorno unico, una ricorrenza che non può lasciare indifferenti nessuno, o almeno chi riesce a esserlo non può avere la coscienza pulita. È un giorno convenzionale, scelto dall’ONU, ma il cui senso raccoglie non solo le vicende della Seconda Guerra Mondiale, ma i mutamenti profondi e le spaccature sociali della Storia d’Occidente e dell’Evoluzione dei diritti dell’uomo.

Potremmo utilizzare questa data come spartiacque tra un prima e un dopo per l valore e senso della vita così come interpretato dalla nostra società. Per questo anche scoprire così da vicino la Storia di una comunità impara e aiuta a vivere al giorno d’oggi, ma soprattutto a capire come interfacciarsi con umanità.
Senza mai dimenticare

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 1
  • comment-avatar
    p,petrini 1 anno

    Peccato non potermettere su TWeetquesta bella testimonianza

  • DISQUS: 0