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Egizi? Un’università ne studierà la storia sociale

Egizi? Un’università ne studierà la storia sociale

"Walk like an egyptian" cantavano i The Bangles nel 1986. Ma come andavano in giro gli egizi nel quotidiano? L'Università di Pisa studierà la storia s

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“Walk like an egyptian” cantavano i The Bangles nel 1986. Ma come andavano in giro gli egizi nel quotidiano? L’Università di Pisa studierà la storia sociale dell’antico Egitto.

Una cosa è certa. Gli antichi egizi non andavano in giro muovendosi solo di profilo e con le braccia piegate di traverso. Se però è abbastanza sicuro che camminassero normalmente, meno noto è come si vestissero e comportassero in società.

I libri di storia, i monumenti e i reperti nei musei parlano quasi esclusivamente della vita dei faraoni e delle élite della società. Nulla o quasi si sa della gente comune. Artigiani, bottegai, lavoratori comuni, non hanno potuto lasciare tracce nella storia. Per tutta questa massa di popolazione invisibile oggi, l’Università di Pisa ha deciso di finanziare un progetto di ricerca sulla storia sociale dell’antico Egitto.

La ricerca

A ideare e proporre questa idea è stato Gianluca Miniaci del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.
Il ricercatore (uno dei più brillanti under 40 dell’università italiana) ha ottenuto i fondi ministeriali del MIUR (oltre 200mila euro) per la categoria ‘giovani’, nel settore SH6 ‘Studio del passato umano: archeologia, storia e memoria’.

La sfida del progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN) ‘Pharaonic Rescission’ (PROCESS) dell’ateneo pisano è scrivere un vera storia sociale dell’Egitto, al di là dei fasti di faraoni e regine. Si vuole mettere al centro la realtà quotidiana del popolo e delle classi meno agiate.

Concentrando inizialmente gli sforzi su un preciso momento storico dell’antico Egitto (intorno al secondo millennio avanti Cristo) si ricostruirà ‘dal basso’ la storia degli egizi. Attraverso l’analisi dei materiali, i rilevamenti archeometrici e con l’ausilio di strumenti tecnici di nuova concezione, sarà possibile ottenere una notevole massa di informazioni mai raccolte fin ora. Dal contesto spazio-temporale in cui gli oggetti si trovavano fino alla loro creazione, diffusione e uso.

Sarà quindi portato avanti un enorme lavoro sui reperti delle numerose collezioni egittologiche dei più importanti musei italiani e internazionali. Obiettivo finale: tracciare l’identikit proprio delle persone che avevano prodotto la cultura materiale dell’antico Egitto.

E finalmente si scoprirà come camminavano davvero gli antichi egizi.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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