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Spray al peperoncino anche a scuola…

Spray al peperoncino anche a scuola…

Sembrava essere servito da lezione, l’evento increscioso dello scorso Dicembre a Corinaldo, dove durante un concerto molti ragazzi hanno perso la vita

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Sembrava essere servito da lezione, l’evento increscioso dello scorso Dicembre a Corinaldo, dove durante un concerto molti ragazzi hanno perso la vita per colpa di uno spray al peperoncino e qualche mente bacata. Purtroppo si sono verificati nuovi episodi, questa volta nelle scuole. Quante disgrazie dovranno ancora accadere per dire basta?

A distanza di pochi mesi dal caso che ha fermato il paese intero, non si sono fermate le bravate a dir poco inutili con protagonista principale lo spray al peperoncino.

La piccola bomboletta solitamente viene utilizzata come arma di difesa per attacchi indesiderati, furti o, peggiore delle ipotesi, stupri. Di norma, sono le ragazze a tenere in custodia questa piccola ma potente risorsa perché fanno più fatica a difendersi dai feroci aggressori.

Carbonia

Pure la bomboletta coinvolta nell’accaduto di ieri, nel liceo “Gramsci Amaldi” di Carbonia, era di proprietà di una ragazza. La studentessa era autorizzata a possederla, a differenza dei ragazzi che se ne sono impossessati illegalmente.

I sedicenni, non si sa per quale strano divertimento, hanno deciso di attivare la sostanza pruriginosa all’interno dell’aula, causando vari malori. Il più grave quello della docente, che è stata portata in ospedale.
I ragazzi sconteranno una sospensione di due settimane, con obbligo di frequenza. La preside però ha voluto segnalare l’accaduto ai carabinieri, sporgendo una denuncia cautelativa.

Brescia

Settimana scorsa, invece, l’accaduto si è verificato nel bresciano: spray nebulizzato e 34 persone soccorse, di cui fortunatamente solo tre in codice giallo.
Le domande sull’argomento possono essere molteplici: cosa balza nella mente perversa di questi ragazzi per compiere certe scemenze? Quale tipo di divertimento possono provare? Bisogna prendere provvedimenti più severi di una semplice sospensione quando si rischi la vita?

Al momento le risposte sono poche. Togliere dal commercio uno strumento cosi utile per debellare gli agguati, sarebbe inconcepibile.
Limitare la vendita alle sole ragazze potrebbe essere un’idea, come aumentare il controllo in luoghi protetti come la scuola.
Tutto questo deve finire, perché non è accettabile morire per negligenza e stupidità umana. Adesso basta. Sul serio.

#FacceCaso

Di Tommaso Marsili

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