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Romecup 2019: Il robot assistente sub

Romecup 2019: Il robot assistente sub

Al Romecup 2019 tra i partecipanti uno studente di Civitanova Marche con il suo robot per aiutare i sub. Il Romecup 2019, l'evento di robotica giunto

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Al Romecup 2019 tra i partecipanti uno studente di Civitanova Marche con il suo robot per aiutare i sub.

Il Romecup 2019, l’evento di robotica giunto alla sua 13° edizione (di cui abbiamo parlato qui) ospiterà quest’anno 148 squadre di studenti italiani con i loro robot. Tra questi, nel contest Marebot (incentrato sulla robotica marina), Andrea Sabatini presenta il suo robot per aiutare i sub a riemergere. Come riporta Studenti.it, l’intelligenza artificiale in questione andrebbe ad aiutare i sommozzatori  nell’evitare lo sbalzo di pressione durante la risalita. Inoltre il macchinario non ha bisogno di carburanti o altre energie inquinanti, il ragazzo ha pensato anche a questo grazie a delle “mini centrali idroelettriche” che sfruttano le correnti marine e un sistema di ricarica in superficie legato a una centrale fotovoltaica.

Il robot e le sue funzioni

Il problema che i ragazzi sono andati ad affrontare per il Romecup 2019 è quello dei bruschi cambiamenti di pressione a cui molte volte vanno incontro i sub durante la risalita. Questi rapidi cambiamenti possono portare a emboli, problemi ai timpani e all’apparato circolatorio, oltre che tanti altri che possono manifestarsi con il tempo.

“Si tratta di un robot collaborativo, cioè che interagisce con l’uomo, un vero e proprio supporto fisico cui il sub si può appoggiare per essere trasportato in superficie in maniera automatica e in sicurezza. Il dispositivo è dotato di pulsantiere e led e può essere “chiamato” dal sub attraverso un fischietto a ultrasuoni: può così spostarsi, fermarsi o avvisare il compagno delle difficoltà”.

Una volta che il sub si è aggrappato alla macchina, non deve far altro che lasciarsi riportare a galla con una velocità massima di nove metri al minuto e una sosta di tre minuti quando ci si trova a 5 metri di profondità. Inoltre il robot può risultare un ottimo supporto anche nelle spedizioni che richiedono attrezzatura per foto e video, risultando un ottimo aiuto e infine una funzione da scatola nera per riportare le dinamiche di qualsiasi tipo d’incidente.

Andrea Sabatini e il suo team

Andrea Sabatini, lo studente dell’IIS Leonardo da Vinci che ha messo su il team, lui  si occupa principalmente di simulazione e progettazione 3D.

“Le competenze sulla robotica le ho acquisite in due occasioni, la prima è stata l’esperienza che ho fatto all’Università di Ancona con David Scaradozzi, più teorica, la seconda  è stata un’esperienza pratica alla Loccioni, un’impresa del territorio dove ho collaborato nel team Research for innovation con Matteo Mazzanti. Lì progettano e concettualizzano idee di robotica collaborativa: ho potuto imparare come si fa una simulazione robotica e progettato insieme a un altro ragazzo la produzione industriale di alcune centraline auto Volkswagen”.

Insieme a lui, Lorenzo Seller si occupa delle riprese e montaggio della video-intervista a due sub, Lorenzo Minnozzi che lavora su CAD 2D e si occupa di sistemi meccanici per l’immersione e la comunicazione del robot con l’esterno e infine Pierpaolo Panichelli che si occupa della parte di comunicazione.

#FacceCaso

Di Dario Argenziano

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