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Proposta per tenere le scuole aperte tutto l’anno

Proposta per tenere le scuole aperte tutto l’anno

L'ANQUAP avanza una serie di proposte per l'ottimizzazione dei costi delle strutture scolastiche tenendole aperte tutto l'anno. L'Associazione Nazion

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L’ANQUAP avanza una serie di proposte per l’ottimizzazione dei costi delle strutture scolastiche tenendole aperte tutto l’anno.

L’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche (ANQUAP) ha avanzato una serie di proposte per “far funzionare (bene) le scuole: aperte tutto l’anno e tutto il giorno“. Secondo l’associazione, infatti, ci sarebbe nel nostro paese “un dispendio colpevole di strutture, attrezzature e personale. Risorse solo parzialmente utilizzate in ragione di un calendario scolastico e funzioni che lasciano vuoti troppi spazi temporali“.

In buona sostanza, i professori e il personale scolastico sono pagati anche nei periodi di “vacanza” e le strutture necessitano di manutenzione anche nei mesi in cui non ci sono lezioni o esami. E siccome in Italia, sommando Pasqua, Natale, estate, ponti e festività locali se ne vanno oltre tre mesi all’anno, lo “spreco di risorse” diventa notevole.

Attenzione però. Non si parla di tenere incollati ai banchi 365 giorni all’anno gli studenti e costringere i docenti a saltare le meritate ferie. La serie di proposte è, piuttosto, rivolta ad intendere gli edifici scolastici come centri di aggregazione educativa e sociale. Tanto i bambini e i ragazzi, quanto gli adulti e gli anziani, potrebbero trovare nella scuola un luogo di ritrovo per attività formative o altre iniziative da svolgere in collaborazione con lo stesso personale dell’istituto.

L’elenco delle proposte

Nel capitolato che L’ANQUAP ha pubblicato ci sono molti spunti di possibile dibattito. Una serie di punti riguardano la revisione del sistema amministrativo e della governance scolastica. Con una simile nuova impostazione degli istituti sarebbe inevitabilmente necessaria una modifica strutturale dei vai organi gestionali. Unitamente a ciò andrebbero riformate anche le procedure di assunzione del personale. Tutto è minuziosamente illustrato nel manifesto.

Dal punto di vista didattico, comunque, le attività ordinarie rimarrebbero invariate. L’anno scolastico andrebbe sempre da settembre a giugno. I mesi estivi potrebbero essere impiegati per le attività di recupero (in minima parte questo avviene già, a partire dai giorni di fine agosto) e per promuovere le eccellenze. Magari sviluppando interrelazioni tra scuola e mondo del lavoro. Oppure potrebbero essere portate avanti attività sociali, culturali, ricreative e sportive rivolte agli alunni e alla popolazione adulta. La chiusura estiva, a questo punto, verrebbe ridotta ad una quindicina di giorni a cavallo di Ferragosto.

Anche sugli orari poi ci sarebbero delle modifiche. Nascerebbe una sorta di “tempo pieno”, comprensivo di tutte le attività. Tra le 8:30 e le 17:30 (13:30 in estate) i docenti verrebbero impiegati per almeno 25 ore settimanali. A questo incremento di lavoro, specifica il testo delle proposte, corrisponderebbe un congruo adeguamento dello stipendio.

Se venisse preso in considerazione, questo manifesto rappresenterebbe la pietra miliare di una possibile rivoluzione del sistema d’istruzione scolastica. Eppure, sostengono i promotori, l’apertura continuativa durante tutto l’anno potrebbe andare incontro anche alle nuove esigenze di una società profondamente mutata rispetto ai tempi in cui il sistema scolastico stesso fu concepito.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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