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A scuola con…Sara Gama

A scuola con…Sara Gama

Che scuola hanno frequentato i campioni italiani? Ve lo diciamo noi in questa nuovissima rubrica. Oggi la “Barbie” nazionale: Sara Gama. Vi siete mai

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Che scuola hanno frequentato i campioni italiani? Ve lo diciamo noi in questa nuovissima rubrica. Oggi la “Barbie” nazionale: Sara Gama.

Vi siete mai chiesti quale scuola avessero frequentato da adolescenti campioni e campionesse del calibro di Buffon o Bebe Vio? Noi sì. E per risponderci (o meglio, per rispondervi) abbiamo ideato una nuova rubrica nella quale ogni settimana ripercorreremo la carriera scolastica di uno sportivo.

Visto che in questi giorni si sta parlando tantissimo della nazionale italiana di calcio femminile, che sta ottenendo risultati sorprendenti nel mondiale di categoria, oggi abbiamo deciso di analizzare il curriculum studiorum della capitana di questa nazionale: Sara Gama.

Sara rappresenta un punto di riferimento per tutte le bambine che si affacciano per la prima volta in una realtà tradizionalmente maschile come quella calcistica e nel corso degli ultimi anni è divenuta una giocatrice talmente iconica che la Mattel (nota azienda produttrice di giocattoli statunitense) ha addirittura creato un modello di Barbie che ne riproduce le sembianze.

Alle bambole, però, la Gama ha sempre preferito il pallone, fin da piccola. Il suo primo contatto con lo sport, infatti, è avvenuto all’interno dell’Istituto “Giuseppe Caprin” di Trieste, dove la calciatrice di origini congolesi ha frequentato le scuole medie.

Conseguita la licenza media, la giocatrice della Juventus ha deciso di seguire la sua vocazione e si è iscritta al Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Oberdan” (sito nel capoluogo friulano, in Via Paolo Veronese 1), scegliendo l’indirizzo sportivo. Ottenuta la maturità ha poi concluso il suo percorso di studi con una laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Udine.

Una laurea che ha permesso a Sara Gama di imparare a parlare fluentemente ben 4 lingue: inglese, francese, spagnolo e ovviamente italiano. Perché la capitana della nazionale non vuole essere un esempio per le ragazze solamente in campo; vuole esserlo anche fuori, in quella vita di tutti i giorni che è l’avversaria più tosta di qualsiasi sportivo…e non solo.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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