Sciopero degli esami: mistero sulle adesioni


Sciopero degli esami: mistero sulle adesioni

“L’università è in macerie, è un’occasione per far sentire il disagio di tutti”. #FacceCaso. È mistero delle adesioni allo sciopero per la sessione a

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“L’università è in macerie, è un’occasione per far sentire il disagio di tutti”. #FacceCaso.

È mistero delle adesioni allo sciopero per la sessione autunnale. Ogni giorno accademico si apre con un quesito senza risposta: quanti docenti universitari saranno al loro posto?

A Milano Bicocca, 7 professori su 2.000 prenderanno parte allo sciopero. L’assurdo p che non c’è nessun obbligo da parte del docente di rivelare se aderirà o meno. “E noi non possiamo chiederlo, altrimenti violeremmo il diritto allo sciopero”. Spiega Daniela Mapelli, responsabile della didattica all’università di Padova.

“Da noi 174 docenti su 2mila hanno firmato la lettera, ma non è detto che tutti sciopereranno o che non ce ne saranno molti altri ad aderire a sorpresa. Quindi ci siamo organizzati con le segreterie per far sì che almeno i laureandi possano verbalizzare gli esami fin a 5 giorni prima perché possano discutere la tesi”.

Gaetano Manfredi, presidente della conferenza dei rettori, ha provato a inviare una lettera alla Federico II di Napoli. Sembrava volesse boicottare lo sciopero.

“Assolutamente no. Ma mi sembra un’azione di rispetto nei confronti degli studenti comunicare le proprie intenzioni, per evitare che si presentino inutilmente”.

Le associazioni degli studenti sono fiduciose. “Gran parte dei professori ci sta annunciando come intende comportarsi”. Spiega Andrea Torti di Link coordinamento universitario.

“L’università è in macerie, è un’occasione per far sentire il disagio di tutti”. Spiega Torti.

Corrado Petrocelli, ex rettore dell’Università di Bari, professore di Filosofia classica, conferma. “Io sciopero, ma non per i soldi. Protestiamo per ragioni che condividiamo tutti: il definanziamento, un’Anvur troppo burocratica, le sperequazioni tra Sud e Nord, i professori non sostituiti. Ma non tutti hanno il coraggio di venire allo scoperto”.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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