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“Classe Z”: una storia di studenti problematici e di professori incapaci

“Classe Z”: una storia di studenti problematici e di professori incapaci

Uscirà tra pochi giorni, il 30 marzo, il film girato in collaborazione con “Scuola-Zoo” con l’obiettivo di denunciare ironicamente le problematiche de

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Uscirà tra pochi giorni, il 30 marzo, il film girato in collaborazione con “Scuola-Zoo” con l’obiettivo di denunciare ironicamente le problematiche della nostra scuola, degli studenti e dei loro professori.

Si intitola “Classe Z” in nuovo film di Guido Chiesa, in uscita il 30 marzo nelle sale cinematografiche.
Il film tratta di una tematica molto attuale ed importante: il problema delle scuole, rimaste ad un modello di insegnamento ormai superato e di come queste si approccino agli studenti, non più i rivoluzionari del ’68 capaci di manifestare e scioperare ma in grado di comunicare ed esprimersi solo attraverso i social.

“Classe Z” punta le telecamere su una particolare categoria di studenti, una classe di ragazzi all’ultimo anno di superiori che, in procinto di prepararsi per l’esame di maturità, vengono tutti riuniti in un’unica classe. Perché? Il preside ha deciso di “ripulire” le altre sezioni dagli studenti fannulloni e problematici per non disturbare i compagni meritevoli, ghettizzandoli tutti insieme.

Guido Chiesa vuole raccontare la discriminazione che i ragazzi della classe Z subiscono, facendolo con estrema attualità ed ironia. Infatti i protagonisti sono i più vari: dalla star di YouTube, l’ossessionata per il look (Greta Menchi), il fissato con i social.
Nessun professore vuole prendersi in carico di studenti così problematici e chi lo fa scappa, tutti tranne il supplente di italiano, Marco Andreoli (Andrea Pisani) che prende come riferimento il Professor Keating de “L’attimo fuggente”: Marco Andreoli è l’unico che riesce ad interagire con i ragazzi, facendo uso del loro linguaggio di comunicazione e cercando di immedesimarsi.
Anche il professore di italiano deve, però, cedere il passo all’irruenza e le difficoltà della classe, abbandonando alla fine il suo compito.
“Classe Z” parla dei ragazzi e della scuola di oggi in maniera reale, tanto che il regista ha voluto creare un cast del tutto peculiare, mischiando attori professionisti, studenti dell’Istituto Kennedy di Roma e star del Web.

Gli obiettivi di Guido Chiesa sono chiari: “Ho solo voluto fare un film ad altezza dei ragazzi” – con l’obiettivo di denunciare l’inadeguatezza della scuola, come lui stessa afferma – il nostro sistema scolastico è decisamente in crisi. Si fonda su un modello ottocentesco”.
“Classe Z” vuole anche far luce sull’incapacità e poca preparazione degli insegnanti, i quali non sempre dispongono dei mezzi necessari per affrontare i propri studenti, come lo stesso regista sottolinea nell’incontro di presentazione del film nella palestra dell’Istituto Kennedy di Roma, ribattendo all’affermazione di un professore che sostiene di svolgere bene il proprio ruolo: “È vero quello che lei dice e credo sia anche una buona insegnante. Ma io non direi mai di me che sono un buon padre, andrebbe chiesto ai miei figli e così, nel suo caso, andrebbe chiesto ai suoi studenti. Le faccio però un esempio un’insegnante di mia figlia d’inglese non sapeva affatto l’inglese. Certo non è colpa sua, ma queste cose purtroppo succedono”.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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