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Libertini X FacceCaso: a tu per tu con l’artista

Libertini X FacceCaso: a tu per tu con l’artista

Nuovo giovane artista a "cadere nelle grinfie" di FacceCaso: abbiamo fatto quattro chiacchiere con Libertini che ci ha presentato il suo nuovo singolo

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Nuovo giovane artista a “cadere nelle grinfie” di FacceCaso: abbiamo fatto quattro chiacchiere con Libertini che ci ha presentato il suo nuovo singolo “LA”.

Libertini, progetto solista, nasce tra gli azulejos e le ruas di Lisbona nella primavera del 2018. Durante il soggiorno portoghese Matteo si esibisce di notte in spettacoli chitarra e voce nei bar del Bairro Alto e, di giorno, scrive canzoni con un solo scopo: tornare a Roma, la sua città, per registrarle e suonarle dal vivo.

A Dicembre 2018 firma un contratto di distribuzione con Artist First e si affaccia al panorama musicale con il primo singolo, “LA”. E oggi si presenta a FacceCaso.

1. Partiamo dal principio, cosa ti ha portato a vivere in un periodo in Portogallo?
È partito tutto dalla mio desiderio di fare l’Erasmus a Lisbona, che si è concretizzato a Settembre 2016. Ho studiato e vissuto nella capitale portoghese fino a Gennaio 2017, per poi tornare a Roma e concludere il mio percorso di studi a Maggio dello stesso anno. Mi sono vissuto il mio Erasmus al massimo, sono stati mesi davvero incredibili, di un’intensità spiazzante e la città mi è irreversibilmente rimasta nel cuore. A Ottobre 2017, quando ho saputo che la Bose stava per aprire un suo ufficio a Lisbona e cercava personale, ho mandato subito la mia candidatura: volevo misurarmi con un’esperienza lavorativa in multinazionale e morivo dalla voglia di tornare a Lisbona. I colloqui sono andati bene e dopo poco tempo mi sono trovato di nuovo su un volo Roma-Lisbona, per poi rimanere altri otto mesi in Portogallo, fino a Giugno 2018. Nonostante mi sia reso conto che una routine d’ufficio 9:00-17:00 non faceva assolutamente al caso mio (per una semplice motivo di insoddisfazione professionale e coerenza con me stesso, ho dato le dimissioni ad Aprile), tornare in una delle mie città preferite per vivere questa esperienza lavorativa è stata una scelta che non rimpiango, che mi ha fatto crescere e che mi ha aiutato ulteriormente a capire che direzione dare al mio percorso.

2. Prima del tuo viaggio in ti sei mai esibito in Italia?
Si, per circa tutto il periodo del liceo ho suonato in una band dove ero voce e chitarra solista. L’abbiamo fondata io e un mio amico che suonava il basso dopo la fine delle medie, periodo nel quale, tra l’altro, ci vedevamo da me per suonare le cover quasi esclusivamente di Blink182 e Green Day (stavamo davvero in fissa). Con la band al completo abbiamo registrato due EP e suonato spesso dal vivo (Acrobax, Zoobar, Blackout, Antù, Locanda Blues, alcuni licei di Roma, etc…)

3. Hai mai pensato di rimanere a Lisbona e vivere lì la vita del cantautore?
È un’idea che mi è venuta in mente, lo ammetto, ma che ho scartato in breve tempo. Come ho detto prima, adoro la città e tutto quello che è in grado di offrire, ma ho voluto che il mio percorso artistico con questo progetto partisse da Roma, la città dove sono nato e ho iniziato a fare musica tredici anni fa (la prima volta che ho preso una chitarra in mano è stata a dodici anni).

4. Hai trovato differenze nella vita da artista tra il Portogallo e il nostro paese?
Certo, ma credo che si trattino di differenze determinate più dal tipo di percorso intrapreso che dalla geografia. A Lisbona mi esibivo intorno alle quattro volte a settimana nei locali di Bairro Alto (Spot, The Corner, Kitsch’n, etc..) con un repertorio di cover che durava circa un paio d’ore e mezzo. Era un tipo di lavoro diverso, retribuito in modo tale da permettermi di vivere esclusivamente di musica (prendevamo, io ed il chitarrista che mi accompagnava, un’ottantina/centinaio d’euro a spettacolo più le mance). Allo stesso tempo però, era tutto molto incentrato sul qui ed ora e non c’era una vera e propria ottica futura professionalmente stimolante per me. Erano spettacoli musicali d’intrattenimento volti a far passare una bella serata ai turisti e a dargli un motivo in più per rimanere nei bar a consumare in nostra compagnia. Noi ci divertivamo molto e anche loro, si facevano conoscenze interessanti e ogni notte era sempre un’esperienza diversa, ma non mi vedevo a fare questa cosa oltre i 25/26 anni. Quello che sto facendo adesso a Roma è un’altra cosa, è un percorso indipendente, sto raccontando me stesso e c’è un obiettivo più grande, a lungo termine. Mi interessa raccontarmi, far capire a chi mi ascolta come sono stato, come mi sento e magari poter essere un punto di riferimento e confronto per chi si è trovato almeno una volta nelle mie stesse situazioni o sta attraversando un periodo simile a quello che ho passato io.

5. Come è nata LA?
LA è nata da una relazione a distanza finita male e dalle complicazioni che ne sono derivate. Racchiude i sentimenti che ho provato mentre la vivevo, tutte le attese, le ansie, le frustrazioni…Credo che questo tipo di relazioni, e in generale quelle dove ci si vede poco, siano sempre una grande sfida; ci sono moltissimi fattori che remano contro e spesso capitano quei momenti in cui lo sconforto è talmente tale da far pensare che dare un taglio a tutto quanto possa essere la soluzione migliore. Purtroppo però, quando ci sono i sentimenti di mezzo, la scelta non è sempre così immediata: vanno presi in considerazione molti aspetti della relazione, e la paura di perdere una persona importante è sempre un forte freno a quella che potrebbe essere, effettivamente, una via più felice.
Nonostante tutto, aver condiviso una relazione a distanza con questa ragazza è stata un’esperienza che mi ha insegnato tanto, mi ha lasciato nel bene e nel male un segno indelebile e mi ha dato l’ispirazione per scrivere il mio primo singolo, “LA”.

6. Hai già un disco pronto?
No, ma ho scritto undici canzoni. Per ora le ho arrangiate tutte chitarra e voce e abbiamo registrato una demo embrionale nello studio di un mio amico. Farò una selezione: otto di questi brani finiranno nel mio primo disco, insieme a “LA” e al secondo singolo che sta per uscire.

7. Quali saranno i prossimi passi?
Dopo l’estate, come dicevo, uscirà il mio secondo singolo. Mi sono preso del tempo dall’uscita di “LA” perché ho voluto cercare attivamente il produttore che potesse dare il valore aggiunto che cercavo a questo pezzo, così com’è stato per il primo. È un brano molto diverso dal precedente, è più crudo, più introspettivo…e ho scommesso su un ragazzo che secondo me farà un ottimo lavoro. Dita incrociatissime.

8. Hai qualche Live in programma dove possiamo venirti a sentire?
Certo! Quei bravi ragazzi di Indiepanchine hanno organizzato un evento a Largo Venue il 22 giugno dove suonerò qualche pezzo in acustico accompagnato da quel playboy di Egidio Salinaro. Come si fa a mancare?

9. Ci fai un saluto ai lettori di FacceCaso?
Ai lettori giovany in generale auguro di godervi una bellissima estate, soprattuto dopo il Maggio che abbiamo avuto (che somigliava più a Febbraio). Ai lettori giovany maturandi dico che probabilmente vi aspetta l’estate della vita. Lunga vita ai vostri fegaty.

#FacceCaso

Di Dario Argenziano

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