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La guerra civile in Siria e gli enormi danni a scuole ed istruzione

La guerra civile in Siria e gli enormi danni a scuole ed istruzione

In Siria la guerra tra le opposizioni sunnite e il governo di Hassad uccide persone e distrugge palazzi. Tra gli effetti principali vi sono anche i da

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In Siria la guerra tra le opposizioni sunnite e il governo di Hassad uccide persone e distrugge palazzi. Tra gli effetti principali vi sono anche i danni all’istruzione: per cercare di continuare a studiare in molti lasciano il paese.

Dopo più di 6 anni dall’inizio della guerra civile in Siria le cose sembrano ancora non migliorare. Vittime impotenti sono soprattutto bambini e ragazzi che, oltre a perdere i familiari e spesso loro stessi la vita, vedono compromettere la loro crescita.

Infatti, a causa del conflitto dei sunniti (molti dei quali fondamentalisti) che vogliono destituire Bashar al-Assad, regna in Siria un clima di terrore. A causa degli scontri armati molte scuole sono andate distrutte, altre destinate ad usi differenti quali l’accoglienza degli sfollati.
Non mancano decine e decine di insegnanti rimasti uccisi nei bombardamenti insieme ai propri alunni.

Una situazione così pesante ha ovviamente inficiato le possibilità di bambini e ragazzi di ricevere un’adeguata istruzione.
In molti, infatti, sono scappati dalla Siria e si sono trasferiti in paesi limitrofi (Turchia, Libano, Giordania…) dove è possibile andare a scuola.

Non tutti hanno però potuto o voluto prendere una tale decisione. La maggior parte delle famiglie sono rimaste in Siria, nel mezzo della guerra civile, rischiando ogni giorno la vita.

La storia di Ahmad che studia in Libano per diventare medico in Siria

Ahmad, invece, è una  dei tanti giovanissimi riusciti a fuggire dalla Siria per continuare a studiare altrove. Proveniente dal nord del paese, Ahmad è una bambina di appena 10 anni ma ha le idee molto chiare.
Insieme alla sua famiglia si è trasferita in Libano e ogni mattina non vede l’ora di andare a scuola per seguire il suo sogno: diventare medico e tornare a dare una mano nel suo paese.

A rendere possibile il tutto, per lei come per tantissimi altri bambini e ragazzi rifugiati, strappati dal rischio dello sfruttamento infantile e matrimoni forzati solo per denaro, sono diversi enti sorretti anche dallo stanziamento di diversi milioni di Euro da parte dell’Unione Europea.

Nelle difficoltà di tutti i giorni un numero considerevole di giovani studenti cerca di portare avanti il proprio percorso di istruzione, guardando al futuro. Che sia in Siria o alle porte del paese, la maggior parte vuole tornare in patria per dare un contributo attivo alla ricostruzione della loro terra e di una società che possa dirsi tale.
La Siria ne ha proprio bisogno.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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