Tempo di lettura: 1 Minuti

Millennials, vittime dei social

Millennials, vittime dei social

Indagine condotta su 40mila profili di studenti millennials ha scoperto che il contro continuo sulle piattaforme ci rende vittime di perfezionismo. I

E se i giovani americani fossero mammoni quanto noi?
Cosa sarà della Ricerca e Università nel futuro governo?
Gli studenti del Collettivo universitario di Napoli come La casa di carta

Indagine condotta su 40mila profili di studenti millennials ha scoperto che il contro continuo sulle piattaforme ci rende vittime di perfezionismo.

I social network influenzano i millennials, e questo lo sapevamo. Ma che addirittura li condizionasse psicologicamente a una sorta di perfezionismo, beh…

Una sorta di pressione psicologica autoimposta, ma in realtà causata dal confronto con le varie piattaforme. Al centro ci siamo noi ragazzi nati a fine anni 80 e tutto i 90. Noi che abbiamo navigato, o forse siamo stati travolti, dalla rivoluzione informatica.
L’indagine è stata pubblicata su Psychologycal Bullettin, e dice che questi ragazzi sarebbero più propensi delle altre generazioni a puntare al perfezionismo.

Il costo è alto in termini di salute mentale. 40 studenti americani, canadesi, britannici hanno compilato un test per capirlo, in cui si individuano tale atteggiamenti.
Sono emersi tre profili specifici:perfezionismo orientato verso se stessi, orientato verso gli altri o vittima di eccessive aspettative dalla società.
Generazioni che si segnano a vicenda, con un crescendo di dati tra l’89 e il 2016. Molte ragioni, ma tutte che ruotano intorno a Facebook, Instagram & Co. Queste rendono semplice il confronto con molte persone, anche se virtuale, e ciò ci condiziona in una sorta di competizione continua e reciproca.

Il problema è che essa si rispecchia nelle “bacheche” e non nella vita reale. Un’immagine che si vuole dare di noi stessi, ma che non ha riscontro nel nostro io profondo.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0