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Niente appello autunnale: al via lo sciopero dei docenti universitari

Niente appello autunnale: al via lo sciopero dei docenti universitari

Mentre gli altri enti pubblici, sbloccati gli stipendi, hanno avuto aumenti che tenevano conto degli scatti mancati, con i professori universitari ciò

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Mentre gli altri enti pubblici, sbloccati gli stipendi, hanno avuto aumenti che tenevano conto degli scatti mancati, con i professori universitari ciò non è avvenuto. #FacceCaso.

5.444 professori universitari sciopereranno il giorno dell’appello autunnale dei loro esami, che così salteranno. Dal 28 agosto al 31 ottobre, in 79 università italiane, ricomincia la protesta contro il Miur per il mancato adeguamento di stipendio.

I professori che si astengono dal primo appello della sessione autunnale, lo dichiarano con una mail all’Università. Nel caso non ci siano altri appelli nella sessione possono chiedere la convocazione di un appello straordinario passati 14 giorni dallo sciopero.

Il promotore dello sciopero è il professore Carlo Ferraro del Politecnico di Torino, che spiega così i motivi dello sciopero. “Il governo Berlusconi bloccò gli scatti per tutto il pubblico impiego dal 2011 al 2014; ma mentre per tutti gli altri pubblici dipendenti, dai magistrati alle forze dell’ordine, il primo gennaio 2015 sono ricominciati non solo gli aumenti ma anche gli effetti giuridici degli scatti persi, per noi questo non è successo: e in più abbiamo avuto una proroga di un anno del blocco”.

Mentre gli altri enti pubblici, sbloccati gli stipendi, hanno avuto aumenti che tenevano conto degli scatti mancati, con i professori universitari ciò non è avvenuto.

“È come se non li avessimo vissuti. Significa che fino alla liquidazione avremo meno scatti di tutti: per un professore ordinario si parla di una perdita complessiva in tutta la carriera di centomila euro almeno”. Spiega Giuseppe De Nicolao, che aderisce allo sciopero.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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