Tempo di lettura: 3 Minuti

Bouba e la sua storia: il primo laureato con protezione internazionale

Bouba e la sua storia: il primo laureato con protezione internazionale

Bouba ha realizzato il suo sogno: studiare in Europa. Realizzato un sogno, ne nasce un altro e ora punta sempre più in alto. Bakari Coulibaly, per gl

Vuoi sapere qual è la migliore Università di Architettura italiana?
All’università dell’Aquila nasce il corso in Protezione Civile
Ecco come si vive in una vera famiglia islandese nel cuore dell’isola di ghiaccio! Pt.3

Bouba ha realizzato il suo sogno: studiare in Europa. Realizzato un sogno, ne nasce un altro e ora punta sempre più in alto.

Bakari Coulibaly, per gli amici Bouba, è uno studente proveniente dal Mali.
È il protagonista della storia del primo laureato con protezione internazionale in Italia.

La sua storia

Bouba si è laureato in Antropologia in Mali, ma ha da sempre avuto la voglia di conseguire un master in Europa.
È giunto in Italia con l’aiuto di una Ong, scappando dalla guerra civile in Libia.
Ha ottenuto la protezione internazionale e ha espresso la volontà di continuare gli studi.
Finalmente, era arrivata la sua occasione!
La sua opportunità è stata rappresentata da una borsa di studio della Conferenza dei rettori delle università italiane e del Ministero dell’Interno per rifugiati e titolari di protezione sussidiaria.

L’esperienza in Italia

Si è iscritto allUniversità di Sassari, al Dipartimento di Architettura, design e urbanistica.
Nel suo corso di studi, è stato accompagnato dalla sua relatrice, la professoressa Silvia Serreli, delegata rettorale per le politiche d’integrazione dei migranti e rifugiati. Sin dall’inizio la professoressa Serreli è stata per Bouba un punto di riferimento.
Inoltre, Bakari ha avuto l’opportunità di vivere 5 mesi a Barcellona, nell’ambito del programma Erasmus Plus.

Una laurea da 110 e lode

Proprio nell’Università di Sassari, Bouba si è laureato, con una tesi intitolata “La cultura Maliana e gli effetti urbani delle migrazioni”.
La sua esperienza in Italia, gli ha consentito di realizzare un sogno al quale ambiva, con il massimo dei voti, 110 e lode.
Alla discussione ha preso parte anche la comunità maliana, che ha festeggiato con lo studente il meritato traguardo.

E ora?

Raggiunto il proprio sogno, Bouba non sembra volersi arrendere. Ora vuole puntare più in alto!
Il Fatto Quotidiano ha rivelato quale sarà il suo prossimo obiettivo da raggiungere: “Un giorno vorrei diventare professore, continuare a studiare, fare ricerca e insegnare.

La storia di Bouba è la storia di gli studenti.
Cambiano i contesti, cambiano le città, cambiano le persone, ma le storie hanno la stessa morale:
La laurea non è un pezzo di carta, bensì un connubio di sogni, sacrifici e speranze.

#FacceCaso

Di Claudia Marano

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0