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UK: no fondi, no scuola

UK: no fondi, no scuola

La mancanza di fondi fa aumentare le scuole inglesi che chiudono alle 13 e gli insegnanti addetti a compiti straordinari. La mancanza di fondi adegua

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La mancanza di fondi fa aumentare le scuole inglesi che chiudono alle 13 e gli insegnanti addetti a compiti straordinari.

La mancanza di fondi adeguati all’istruzione pubblica è un problema che si fa sentire da anni in Gran Bretagna. A essere coinvolte e dover chiudere per questo alle 13, quando per gli alunni britannici era solito rimanere in aula fino alle 16, sono scuole di tutto il Regno Unito, da Leicestershire all’Essex a Londra. Il drastico taglio di finanziamenti scolastici degli ultimi anni tocca però in particolare la regione povera del Galles, dove il 75% delle scuole sono in deficit. Infatti, un esempio di un’ulteriore scuola che ha dovuto far fronte ad una riduzione delle ore di lezione è la Sully Primary, una scuola elementare nella valle del Glamorgan (Sud del Galles).

Le proteste degli adulti

Il pomeriggio libero non dispiace agli studenti, ma sicuramente è un problema per i genitori, che non sanno come occupare i figli. Per questo, molti di loro si sono ribellati scrivendo agli stessi politici:
“Siamo preoccupati perché i nostri figli perderanno ore di insegnamento ogni settimana e non sappiamo dove trovare i soldi per pagare baby-sitter e insegnanti che li tengano occupati nel pomeriggio.”
Queste sono le parole di alcuni genitori che si sono rivolti al primo ministro gallese Mark Drakeford ed altri  politici locali, i quali hanno dato una risposta insoddisfacente, lasciando il compito di risolvere la questione e trovare nuovi finanziamenti alle autorità scolastiche locali. Non a caso, secondo l’organo professionale “Association of School and College Leaders Cymru”, che rappresenta i presidi gallesi, sono ormai molti i responsabili di scuole primarie e secondarie che si devono rimboccare le maniche per primi.

Insegnanti sovraccaricati

Il problema ricade anche sugli insegnanti, che si ritrovano a lavorare in condizioni inadeguate e dover improvvisare da sé come gestire problemi causati dalla mancanza di fondi. Secondo diverse inchieste, pubblicate dal quotidiano “Guardian”, ormai gli insegnanti devono anche fare le pulizie, servire il pranzo agli alunni e comprare loro stessi i libri. Le fotocopie sono ridotte al minimo e i professori insegnano anche materie che non conoscono bene come le lingue straniere. In alcune scuole il riscaldamento non si accende e ci si tiene i cappotti in aula per proteggersi dal freddo. Infine, per aiutare alunni disabili si impiegano volontari senza una preparazione adeguata.

Insomma giovany, se ci FACCIAMO CASO, non sono solo le scuole italiane a dover affrontare problemi del genere…

#FacceCaso

Di Costanza Panti

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