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Snooping: le ragioni della scienza sul curiosare sui social

Snooping: le ragioni della scienza sul curiosare sui social

Da oggi ci sono ragioni valide per spiegare la dipendenza da social: ecco le ragioni per cui ci piace tanto guardare i profili degli altri su internet

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Da oggi ci sono ragioni valide per spiegare la dipendenza da social: ecco le ragioni per cui ci piace tanto guardare i profili degli altri su internet.

Chi non ama passare ore intere a guardare i profili degli altri di Instagram o Facebook, per “spiare” chi ti ha concesso l’amicizia o chi segui. I motivi per cui amiamo così tanto perdere tempo su internet sono spiegati dalla scienza con ragioni ben precise e tecnicamente stiamo parlando di ” snooping “.

Per prima cosa, a quanto afferma Susan Lipkins, psicologa Americana, questo cosiddetto snooping ci dà un forte senso di potere: possiamo introdurci nella vita apparentemente privata degli altri senza che lo sappiano o che vogliano nulla in cambio.

Il potere che deriva dal conoscere una persona senza averci magari mai parlato ci inebria e incuriosisce, come anche il potere di controllare qualcuno di cui ci si fida poco (la fidanzata che posta qualcosa che non va, il ragazzo che mette like a un’altra o il figlio troppo a briglia sciolta) o che si odia, per poterne poi sparlare.

Lo snooping serve poi anche a conoscere e giudicare meglio sé stessi, fornendo un elemento di comparazione col cui misurarsi, e di cui eventualmente sentirsi superiori. I social soddisfano la nostra interminabile curiosità, dando modo di “gossippare” e poter parlare di altri in riferimento a cosa hanno postato o di che gli è stato scritto sul profilo. Inoltre danno anche sfogo la nostra fame di approvazione e riconoscimento sociale. Quella, per intenderci, di un like dato ad uno stato o a una foto.

Ma lo snooping ha anche aspetti benefici, come per esempio quello che deriva dalla condivisione dei tuoi pensieri o delle esperienze vissute con gli altri. Uno studio afferma, infatti, che la mancanza di condivisione fa più male dell’obesità o del fumo.

Infine stare sui social network può portare un forte senso di relax o benessere, ma attenzione a non farlo diventare assuefazione: può dare dipendenza e diventare una droga!

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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