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Dubbi sul futuro dell’anno scolastico: ecco alcuni possibili scenari

Dubbi sul futuro dell’anno scolastico: ecco alcuni possibili scenari

La scuola italiana ha il problema di come concludere l'anno scolastico e come fare gli esami di maturità. Ecco alcuni possibili scenari. Ricomincerà

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La scuola italiana ha il problema di come concludere l’anno scolastico e come fare gli esami di maturità. Ecco alcuni possibili scenari.

Ricomincerà la scuola? Chi può dirlo. A causa del protrarsi dell’emergenza Coronavirus l’intero sistema di istruzione italiano si interroga sul se e sul come portare a termine l’anno scolastico. Molti sono i dubbi riguardo l’effettiva possibilità di far ritornare i ragazzi in classe. C’è un’ipotesi di un maxi recupero da organizzare per l’anno prossimo, ma è tutta da costruire all’atto pratico. E rimane aperta la questione degli esami di maturità. Al Miur si studiano possibili scenari: per ora regna l’incertezza.

Che la chiusura vada oltre il 3 aprile è ormai assodato. Anche se manca l’ufficialità, tutti sono consapevoli che la serrata durerà ancora per diverse settimane. Impossibile un rientro nel giro di qualche giorno. Per avere qualche idea su una possibile data, bisognerà aspettare che i dati sui contagi certifichino un effettivo contenimento dell’epidemia. Il che è pronosticabile, nella migliore delle ipotesi, per i primi di maggio. La ministra Azzolina, però, non vuole sentir parlare di annullamento. “L’anno sarà validato, sia formalmente che nella sostanza“, assicura. La didattica a distanza non garantirà, chiaramente, il raggiungimento di tutti gli obiettivi didattici stabiliti dal programma. Ma, ribadiscono da viale Trastevere, questi mesi non saranno perduti.

6 politico?

L’idea di sessantottina memoria dell’assegnazione di un 6 politico a tutti, garantendo quindi la promozione, è letteralmente l’ultima spiaggia. La ministra ha espresso la sua contrarietà a questa soluzione, invitando i docenti a tener conto dei risultati fin qui conseguiti. E ha anche raccomandato, pur sollecitando un più che ponderato buon senso, agli insegnanti di continuare a valutare il lavoro dei ragazzi, anche con verifiche e interrogazioni a distanza.

Qualora non si dovesse tornare in classe, i voti assegnati via webcam sono dunque da considerarsi validi per il secondo quadrimestre.

Anno improrogabile, esami più leggeri

Per quanto riguarda gli alunni che dovranno sostenere gli esami, gli scenari sono decisamente più complessi. Per quelli di terza media si fa strada l’opzione di una drastica riduzione all’osso delle prove. Tema più tesina da discutere oralmente. O, addirittura, solo la tesina, senza prove scritte.

Altre alternative sono comunque in discussione, ma l’unica certezza è l’impossibilità di prorogare l’anno scolastico ai mesi estivi. Tanto per gli esaminandi delle secondarie di primo grado, quanto per i maturandi. Il problema infatti sta nella strettezza e improrogabilità dei tempi burocratici per le eventuali iscrizioni a concorsi, università o altri corsi di studio o avviamento professionale.

La maturità

Le prove della Maturità 2020 sono il tema caldo della discussione al Ministero. Le ipotesi al momento sono molte e si sta cercando di capire quale percorso intraprendere. Se non altro, per evitare di creare più confusione di quanta già non ce ne sia.

Probabile l’abolizione del test invalsi e dell’alternanza scuola-lavoro. Molto meno l’ammissione di tutti gli studenti, anche quelli che nel primo quadrimestre avevano delle insufficienze. Anche qui la Azzolina si è detta assolutamente contraria. Così come preferirebbe non sforbiciare le prove prove scritte e far sostenere solo quelle orali.

È vero che esiste il precedente degli studenti terremotati d’Abruzzo nel 2009. Ma la situazione lì era totalmente differente. Oltre l’immane tragedia patita, c’era anche una questione di strutture inagibili e, sopratutto, si parlava di poche centinaia di giovani. Che si replichi al livello nazionale è, ad oggi, una possibilità remota.

Potrebbero esserci invece commissioni d’esame completamente interne, come quelle della terza media. E anche la seconda prova con tutta probabilità sarà ridimensionata, magari con anche un orale limitato alla discussione della tesina. O di una tesi vera e propria, nella quale gli studenti esporrebbero un loro progetto multidisciplinare, da preparare in questi mesi. Per la prima prova scritta, il tema cioè, si va verso il mantenimento del formato così come previsto fin ora.

Tutti scenari la cui praticabilità, ad ogni modo, è da verificare. Gli studenti mediamente si dicono preoccupati. Sperano di riuscire a saperne di più nel giro di pochi giorni. Per ora, si naviga a vista.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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