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Università, lezioni in presenza entro il 14 settembre. Si torna in aula giovany!

Università, lezioni in presenza entro il 14 settembre. Si torna in aula giovany!

Il ministro Manfredi ha annunciato che entro il 14 settembre riprenderanno le lezioni in presenza nelle università di tutta Italia. Anche all'univers

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Il ministro Manfredi ha annunciato che entro il 14 settembre riprenderanno le lezioni in presenza nelle università di tutta Italia.

Anche all’università si torna in aula. Lo ha annunciato il Ministro Gaetano Manfredi, intervenuto sulle frequenze di Rai Radio 1, nel programma Un giorno da Pecora. “Entro il 14 settembre – ha detto – tutte le università riprenderanno le lezioni in presenza“. Sospiro di sollievo quindi per gli studenti italiani, che in questi mesi sono rimasti appesi al filo dell’incertezza riguardo la conclusione dell’attuale anno accademico e l’inizio del prossimo.

Il provvedimento riguarderà tutti gli atenei del paese. Ci saranno certamente alcuni accorgimenti da adottare. L’augurio è che dopo aver ingabbiato nel plexiglas gli scolari non si faccia lo stesso anche con gli universitari.

D’altronde, trovare spazio extra per gestire il distanziamento potrebbe non essere un problema così difficile da risolvere. Molti dati dicono che per l’anno prossimo è atteso un pesante calo delle iscrizioni in tutte le facoltà. Il trend è negativo da tempo, è vero, ma l’emergenza Covid sembra abbia aggravato la situazione. Lo SVIMEZ, per esempio, ha stimato circa 10 mila nuove matricole in meno per il ’20-’21. La maggior parte (circa 6.300) nel Mezzogiorno e i restanti per il Centro – Nord.

Interrogato sul punto lo stesso Ministro Manfredi ha però dichiarato: “Il mio obiettivo è non perdere neanche uno studente, recuperando quei diecimila che potrebbe non iscriversi“. Detta così, sembra quasi che voglia prendere esempio da qualche parlamentare e andrà a citofonare uno ad uno ai giovani chiedendo: “Scusi, lei si è iscritto quest’anno?“. In realtà la necessità è quella di finanziare più borse di studio per i meno abbienti, dare maggiori sostegni ai fuori sede, abbassare le tasse e il costo dei libri. Insomma, tutte quelle misure che consentirebbero di limitare il tasso di abbandono di chi non può permettersi di studiare (concetto abominevole).

A riguardo, infatti, il 27 maggio lo stesso ministro dichiarava in un’intervista all’Huffington Post: “Abbiamo stanziato 290 milioni di euro. L’intervento sul diritto allo studio si dirama in tre direzioni: riduzione delle tasse, aumento del fondo per le borse di studio e contributi agli studenti per affrontare il digital divide“.

Si vedrà presto, dunque, in cosa si saranno effettivamente concretizzati questi investimenti. E per fortuna, a quanto pare, si potrà verificare di persona, tornando a vivere davvero gli spazi dell’università.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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