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Calcetto mio quanto mi manchi… ma quando si gioca??!!

Calcetto mio quanto mi manchi… ma quando si gioca??!!

Lo sport più amato dagli italiani, il calcetto, ancora non è praticabile. Il Comitato Scientifico ha infatti rinviato tutto a data da destinarsi. Rag

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Lo sport più amato dagli italiani, il calcetto, ancora non è praticabile. Il Comitato Scientifico ha infatti rinviato tutto a data da destinarsi.

Ragazzi, non ce la faccio più: ho bisogno del calcetto! Ho bisogno di passare metà della mia giornata alla ricerca del 10°; le notti intere trascorse a sognare un portiere (quanto è raro un portiere a calcetto, ne vogliamo parlare???); mi manca avere il fiatone dopo 3 minuti di “gioco” (leggasi: camminata serena tra i roseti in primavera).

Mi serve tutto questo… e invece no! Dice il Comitato Tecnico Scientifico: “vuoi giocare a calcetto?! E noi non ti facciamo giocare”; “ma perché? Perché Dzeko e Lautaro, Ronaldo e Torregrossa possono giocare e io no?” “Perché sei scarso, ecco perché. Scarso e inutile. Stai di più davanti alla Tv, per gonfiarci i dati delle partite, piuttosto!”

Cosa manca per tornare a giocare

A parte gli scherzi, le nostre speranze si erano riaccese solo pochi giorni fa, quando il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, aveva postato su Facebook: “Mi avete scritto e fatto sentire con forza, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso lo slittamento dal 18 al 25 giugno per la ripresa degli sport di contatto, la voglia e la necessità di ricominciare a giocare nei centri sportivi di tutto il Paese, consentendo a migliaia di gestori e lavoratori di riprendere le loro attività”.

Già ieri ho anticipato il mio parere favorevole alla riapertura. Manca solo l’assenzo del ministro Speranza: appena lo darà si potrà ricominciare”.

E invece…

E invece no! C’avevi creduto ehhh?? Il 24 giugno scorso, con una nota, il Comitato Tecnico Scientifico ha fatto sapere che: “in considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale, con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale, devono essere rispettate le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale”.

Pertanto “il comitato non ritiene al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico”.

Tradotto: stattene ancora a casa. Per il calcetto se rivedemo chissà quando. Intanto inizia a cercà il 10°, che la strada è lunga.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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