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Libri gratis a scuola: l’anno prossimo potrebbe essere realtà

Libri gratis a scuola: l’anno prossimo potrebbe essere realtà

La ministra dell'istruzione Lucia Azzolina annuncia tramite social una serie di provvedimenti per dare libri gratis agli studenti più poveri. "Tutti

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La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina annuncia tramite social una serie di provvedimenti per dare libri gratis agli studenti più poveri.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana“. Articolo 3 della Costituzione. Un principio fondamentale, che però, è doloroso constatare, non trova ancora totale applicazione. Non fa eccezione la scuola, purtroppo. In questo periodo di crisi, poi, si sono acuiti i già pesanti divari tra gli scolari. Differenze di natura economica, prevalentemente. Tutto così arcinoto, che la ministra Lucia Azzolina, ultima di una lunga dinastia, ha annunciato imminenti provvedimenti. Tra cui maggiori fondi per dare libri di testo gratuiti ai ragazzi meno abbienti.

Chi vive nella scuola lo verifica ogni giorno con i propri occhi: troppe studentesse e troppi studenti ancora oggi fanno fatica a seguire le lezioni perché la loro infanzia e la loro adolescenza devono fare i conti con le ristrettezze economiche del nucleo familiare. Quante storie del genere ho visto da docente!

Con queste parole, affidate ad un post su Facebook, la titolare di Viale Trastevere ha introdotto la sua analisi della questione.

Questa condizione è frutto della disuguaglianza crescente, nel nostro Paese e non solo. Non è mai stata tollerabile e lo ancora meno oggi, perché non solo abbiamo piena consapevolezza del quadro drammatico di una povertà educativa, che ormai coinvolge 1,2 milioni di under 18, ma anche perché viviamo sulla nostra pelle i danni che tutto ci produce. Alle fasce sociali più fragili e al Paese nel suo complesso.

Da Ministra dell’Istruzione – aggiunge – ho ben chiare le proporzioni del problema“. E ci mancava solo che fosse vero il contrario. Dati openopolis dicono che l’Italia è il quarto stato UE con il più alto tasso di abbandono scolastico, dopo Spagna, Malta e Romania. Neanche a dirlo, sono le aree economicamente più arretrate del paese ad avere i dati peggiori. Calabria, Sicilia, Campania Puglia e Sardegna hanno un livello di molto superiore alla media nazionale. A ciò si aggiunge che il 10,1% delle famiglie italiane non ha neanche un libro dentro casa.

Per fortuna la ministra ha anche chiari, a suo dire, “i diversi fronti dai quali necessario aggredire il problema e la grande quantità di risorse che occorrono per risolverlo“. Il 6 luglio, in visita alla scuola Falcone e Borsellino di Palermo, ha parlato di un stanziamento da oltre 230 milioni di euro per un PON (Programma Operativo Nazionale) che permetterà alle scuole secondarie di primo e secondo grado di acquistare materiale didattico da mettere a disposizione degli studenti che vivono un maggior disagio.

Questa somma servirà a dare una mano alle famiglie che dovranno affrontare le spese legate all’inizio del nuovo anno scolastico. Ciò porterà un concreto aiuto a oltre 750mila studentesse e studenti.

Libri scolastici digitali e cartacei, dizionari, dispositivi e materiali didattici per ragazzi con bisogni educativi speciali (Bes) o disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Tutto da poter destinare in comodato d’uso a coloro che vivono in condizioni di maggior svantaggio.

Se effettivamente questo sarà realizzato, dall’anno prossimo la scuola italiana avrà fatto un piccolo passo avanti verso il pieno riconoscimento dei principi fondamentali dell’ordinamento.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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