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L’arte di Chiara ed Eleonora: nasce Onstream Gallery

L’arte di Chiara ed Eleonora: nasce Onstream Gallery

L'arte è magnifica, ci aiuta a vivere, ci sostiene nei momenti difficili. E ci fa sognare; esattamente come ha fatto con Chiara ed Eleonora. L’arte d

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L’arte è magnifica, ci aiuta a vivere, ci sostiene nei momenti difficili. E ci fa sognare; esattamente come ha fatto con Chiara ed Eleonora.

L’arte di Chiara ed Eleonora: nasce Onstream Gallery. Questa quarantena, oltre a farci disperare, ha attivato risorse che non sapevamo di avere. Dovendo trovare qualcosa da fare, nuovi modi per sopravvivere, sono moltissimi i giovani che si sono messi sotto e hanno trovato una soluzione ai loro problemi. Perché sognare non costa nulla. O meglio, costa crederci. Costa arrivarci. Ma quel brevissimo lampo che ti attraversa la mente e ti fa credere di potercela fare, quello no. Quello è gratis.

La storia di Chiara ed Eleonora

È proprio questa fantasia il carburante che ha acceso le menti di Chiara Gesualdo ed Eleonora Rebiscini, due giovani ragazze che hanno deciso di credere nel loro progetto: aprire una galleria d’arte. Ci sono riuscite? Non solo, hanno fatto di più: ne hanno aperta una nuova, una che guarda al futuro. Una galleria online.

Onstream Gallery

Il nostro spazio”, raccontava qualche giorno fa Eleonora a Open, “è il web. Le online exhibition sono pensate per essere fruite solo su internet e sono diverse dalle virtual exhibition realizzate dalle gallerie che possiedono anche uno spazio fisico”.

Le opere per la loro Onstream Gallery, dicono le due imprenditrici le cercano e le trovano direttamente sul web, a volte aiutate da un pizzico di fortuna, oltre che da un occhio attento e capace.

Su Instagram cerchiamo le opere che ci interessano, su Instagram contattiamo gli artisti. Le ricerche avvengono con vari metodi, spesso basta l’hashtag giusto per rintracciare un lavoro interessante”.

Proprio grazie a queste ricerche, Eleonora e Chiara si sono imbattute nel giovane Matteo Capriotti, artista classe 1996. A proposito di lui, sul sito, si legge: “Il giovane artista riesce a dipingere nei suoi quadri su tela una vera e propria discesa negli abissi marini”.

Sono proprio questi abissi marini a concretizzare la tendenza all’intensificazione del blu che caratterizza ogni singola opera di Matteo dove la Batofobia trova forma e sostanza artistica”.

La batofobia è la paura della profondità. Quella che di certo non hanno queste magnifiche ragazze ed i “loro” artisti; giovani capaci di guardarsi dentro e accogliere sé stessi, per sognare, per creare un futuro su misura d’artista.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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