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Dibattito sulla privacy: gli Stati Uniti chiudono a Tik Tok???

Dibattito sulla privacy: gli Stati Uniti chiudono a Tik Tok???

Tik Tok potrebbe presto non essere più utilizzabile negli Stati Uniti. Il noto social cinese, ma con base anche negli USA, non rispetterebbe le norme

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Tik Tok potrebbe presto non essere più utilizzabile negli Stati Uniti. Il noto social cinese, ma con base anche negli USA, non rispetterebbe le norme della privacy.

La privacy al tempo dei social. Può esistere? Ha davvero ancora senso parlare di privacy quando i primi a “regalare” la propria immagine siamo noi? Facebook, Instagram, Tik Tok, sono moltissimi i social in cui, ogni giorno, milioni di persone fanno a gara a chi appare di più. Ogni mattina i giovani, e i meno giovani purtroppo, si svegliano e iniziano a pensare ad un modo per fare più visualizzazioni possibili.

Ed è lì che nascono le trasparenze nei vestiti, le canzoni, i balletti buffi: ogni giorno il web è inondato da uno tsunami di immagini. La privacy, allora, a fronte di tutto questo, che cos’è? Abbiamo ancora il potere di nascondere al mondo ciò che vogliamo tenere privato?

Gli Stati Uniti vogliono vietare Tik Tok

E, mentre, il mondo ancora si fa queste domande a proposito del concetto di privacy, gli Stati Uniti si rispondono. E agiscono in un senso: chiudere Tik Tok. Avete capito bene, l’enorme piattaforma di vines potrebbe presto essere vietata negli USA.

Stiamo sicuramente valutando la cosa”, ha dichiarato Mike Pompeo, segretario di Stato, qualche giorno fa durante un’intervista rilasciata a Fox News.

Secondo il segretario di stato, infatti, l’americano medio che scaricasse l’app, si ritroverebbe ben presto a fare i conti con il fatto che le sue “informazioni private finiscano nelle mani del Partito comunista cinese”.

Il social network, che ha due basi: una in Cina, a Singapore, e una negli Usa, ha prontamente risposto: “Non abbiamo mai fornito dati degli utenti al governo cinese, né lo faremmo in caso di richiesta”.

Dove sta la verità?

Certo è che è diventato davvero molto facile entrare in possesso dei dati personali degli utenti, da parte dei colossi del web: glieli forniamo noi, come potrebbe essere altrimenti. Urge senz’altro una revisione. O delle leggi sulla privacy, o del modo di pensare delle persone. E forse la prima via potrebbe risultare più attuabile.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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