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Parlamento a Palazzo Vecchio: la scoperta dell’Università di Firenze

Parlamento a Palazzo Vecchio: la scoperta dell’Università di Firenze

Una ricerca portata avanti dall'Università di Firenze ha scoperto tracce del Parlamento Italiano sulla pavimentazione di Palazzo Vecchio. La scuola è

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Una ricerca portata avanti dall’Università di Firenze ha scoperto tracce del Parlamento Italiano sulla pavimentazione di Palazzo Vecchio.

La scuola è finita da poco, ma anche se siamo in piena estate, torniamo a fare un tuffo tra i libri di storia. Precisamente nel periodo del Risorgimento. Il 20 settembre 1870 i bersaglieri aprono una breccia nelle mura di Roma, nei pressi di Porta Pia. La Città Eterna appena conquistata diviene Capitale del Regno d’Italia. Ma prima del trasferimento nell’Urbe, altre due città avevano ricoperto quel ruolo nel neonato stato unitario italiano. La prima fu Torino, sede originaria della monarchia sabauda. Poi toccò a Firenze.

È un dettaglio trattato marginalmente nei manuali scolastici. Probabilmente per la brevità temporale. Ma la città dei Medici, la culla del rinascimento, patria di una miriade di artisti e letterati, è stata Capitale d’Italia tra il 1865 e il 1871. E quindi ha ospitato in quegli anni tutte le sedi istituzionali, tra cui il Parlamento, che si riuniva tra le mura di Palazzo Vecchio.

Ed è proprio lì che oggi una ricerca dell’Università di Firenze ha portato alla luce le tracce dei vecchi scranni dell’assemblea legislativa dell’epoca. Attraverso immagini radar della pavimentazione del Salone dei Cinquecento, sono emerse rigature e lievi deformazioni che ricalcano le forme dell’emiciclo.

A coordinare la ricerca è stato il professor Massimiliano Pieraccini, docente di Elettronica nell’ateneo fiorentino. Sua è la progettazione della strumentazione impiegata. L’intero lavoro è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, con il Laboratorio GeCO guidato dalla dottoressa Grazia Tucci e con il Laboratorio ESECH (Electronic Systems for Environment and Cultural Heritage).

In realtà però, l’indagine era partita con tutt’altro scopo. Come ha affermato lo stesso professore: “Lo scopo originario della ricerca era in realtà quello di trovare indizi della fontana che Bartolomeo Ammannati avrebbe dovuto installare nel Salone alla metà del 1500, prima dei lavori di ristrutturazione di Giorgio Vasari. Il Salone invece ci ha riservato la sorpresa della presenza delle tracce della Camera dei Deputati (il Senato del Regno si riuniva nel teatro della Galleria degli Uffizi, ndr)”.

I risultati della ricerca archeologica, frutto del lavoro del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, sono stati pubblicati sulla rivista Archaeological Prospection. Alla pubblicazione hanno contribuito anche l’Università di Utrecht e il Dutch University Institute for Art History.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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