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Università: si riparte con la didattica mista. Buono o no, che ne dite?

Università: si riparte con la didattica mista. Buono o no, che ne dite?

La didattica mista è la scelta della maggior parte delle università italiane. Alcuni a casa, altri a seguire i corsi in presenza. Tra qualche giorno

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La didattica mista è la scelta della maggior parte delle università italiane. Alcuni a casa, altri a seguire i corsi in presenza.

Tra qualche giorno riprendono le lezioni, sia in alcune scuole che nelle università del paese. Ed è proprio su queste che vogliamo porre la nostra lente di ingrandimento. I rettori e i vari consigli di amministrazione hanno avuto una discreta quantità di tempo per programmare il futuro. Le lezioni, come preventivato dal ministro Manfredi qualche tempo fa, dovrebbero essere in presenza in quasi tutti gli atenei.

Si punta alla didattica cosiddetta “mista”, un po’ a casa, un po’ all’università. Ma ce la faranno/fanno le università a sostenere questo tipo di proposta? E poi, dovremo prepararci ad un anno solare 20-21 “misto” o si potrà, e quando, tornare tutti in aula?

C’è chi dice no

Secondo Emma, studentessa della Statale di Milano intervista da Open, l’università italiana ha avuto “4 mesi per pianificare questo rientro. Non è stato fatto e si è cercato di indorare la pillola, all’opinione pubblica e gli studenti, senza dire effettivamente quali erano i problemi reali. Si tratta dell’ennesima occasione in cui lo studente universitario è passato in fondo alla lista dei problemi da risolvere”.

In Statale come in moltissime altre università, ma non tutte, riprendono i corsi per le matricole con una didattica mista”.

C’è poi chi, come ad esempio la Facoltà di Medicina dell’Università de L’Aquila, ha deciso di comportarsi in altro modo: i primi tre anni seguiranno le lezioni in presenza, gli ultimi tre via internet.

Tolti gli studenti del primo anno e tolti pochissimi corsi opzionali, in realtà la didattica mista non è mista ma è a distanza. E questa è una cosa che non è stata chiarita del tutto dall’università”.

Un pensiero caro va ai fuorisede. Trovare un affitto e trasferirsi con queste possenti fondamenta, leggasi “come piume si sta nel vento”, deve essere davvero un bel daffare.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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