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A scuola con… Matteo Alieno [INTERVISTA ESCLUSIVA]

A scuola con… Matteo Alieno [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Che scuola hanno frequentato i VIP italiani? Ve lo diciamo noi in questa nuova rubrica. Oggi tocca ad un “marziano” della musica, Matteo Alieno. Vi s

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Che scuola hanno frequentato i VIP italiani? Ve lo diciamo noi in questa nuova rubrica. Oggi tocca ad un “marziano” della musica, Matteo Alieno.

Vi siete mai chiesti quale scuola avessero frequentato da adolescenti personaggi come Salvini, PIF o Salmo? Noi sì. E visto il successo della nostra rubrica sugli sportivi, abbiamo deciso di allargare il campo, includendo nella nostra indagine attori, musicisti, politici e chi più ne ha più ne metta.

Quella di ieri è stata una giornata molto speciale per il nostro amico Matteo Alieno, perché è uscito finalmente il suo primo album: Astronave. E noi di FacceCaso, per festeggiare insieme a lui questo importantissimo traguardo, abbiamo deciso di ripercorrere, guidati dalle sue parole, il suo percorso scolastico. Così lo abbiamo contattato ed ecco cosa ci ha detto.

In quale scuola ha studiato e con quanto si è diplomato Matteo Alieno?

Alle scuole medie ho studiato in una sezione musicale a Via Col di Lana ed è stata la scelta che forse mi ha formato di più fra tutti gli studi fatti. Per quanto riguarda il liceo, ho avuto un percorso molto tortuoso: ho iniziato a studiare al Liceo Classico “Terenzio Mamiani” (Viale delle Milizie 30, ndr), ma poi mi hanno bocciato e dopo due anni, sono andato al “Dante Alighieri” (Via Ennio Quirino Visconti 13, ndr), dove mi sono diplomato con 76/100 contro ogni pronostico, dato che sono sempre stato molto scarso a scuola (ride, ndr).

Secondo te per un cantautore è importante avere un buon bagaglio culturale? E se sì: pensi che la scuola da sola sia in grado di garantire quel bagaglio?

Credo che la cultura sia fondamentale per chiunque, soprattutto per chi scrive. Però credo che non per forza si costruisca studiando solamente sui libri; anzi, penso che la scuola dovrebbe allenare sguardi curiosi sul mondo e su tutto ciò che ci circonda, perché senza la curiosità è difficile costruirsi un bagaglio culturale fatto come si deve.

A tal proposito, si dice spesso che il sistema scolastico attuale non sia fatto per valorizzare i talenti e le inclinazioni dei ragazzi. Sulla base della tua esperienza, ti senti di condividere questo pensiero?

Credo che dipenda molto da quello che ti capita. Personalmente al “Mamiani” la mia passione per la musica veniva ostacolata da molti professori e questo mi faceva stare molto male. Quando invece sono andato al “Dante Alighieri” mi sono sentito capito, ho collaborato anche con alcuni professori per corsi o progetti extrascolastici che hanno saputo valorizzarmi ed è stata un’esperienza che mi porterò sempre dentro.

Oggi diversi giovani musicisti abbandonano la scuola molto presto per inseguire il loro sogno. Tu lo sposi questo modus operandi o credi che, parallelamente alla carriera musicale, sia più opportuno coltivare anche gli studi?

Non penso che ci sia una scelta giusta e una sbagliata. Per quanto mi riguarda, vorrei poter andare all’università e mi piacerebbe studiare filosofia, lettere… Ma in questo momento non ho il tempo che serve per affrontare dignitosamente un percorso universitario, anche se non ti nascondo che mi dispiace davvero tanto. Personalmente, però, sono contrario al “Piano B”; un conto è occuparsi di più cose per arricchirsi, un conto è ripiegare su qualcos’altro perché un’altra strada potrebbe non andare.

FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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