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Scuole super sicure, è vero: ma fuori dai cancelli che succede??

Scuole super sicure, è vero: ma fuori dai cancelli che succede??

Le lezioni nelle scuole italiane sono sicure perché controllate, ma cosa succede fuori? Esatto giovany, proprio fuori dai cancelli cosa combiniamo dav

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Le lezioni nelle scuole italiane sono sicure perché controllate, ma cosa succede fuori? Esatto giovany, proprio fuori dai cancelli cosa combiniamo davvero?

Fino a pochi mesi una delle poche certezze della nostra vita erano le scuole con i loro corridoi. Passavamo i nostri anni lì dentro fuggendo dall’interrogazione e aspettando il suono dell’ultima campanella.

Oggi è davvero forte il desiderio di tornare a quella normalità che non troviamo più.

La sicurezza del sistema scuola in tempo di covid è vincolata all’efficacia del sistema di tracciamento dei contagi di cui tuttavia non abbiamo avuto molte informazioni. Fino ad inizio ottobre, infatti, non eravamo in possesso di alcun dato. Tant’è che due giovani, di cui abbiamo già parlato, si erano impegnati a creare una mappa dei contagi nelle scuole in Italia. Purtroppo, dal 6 ottobre, l’iniziativa non è più andata avanti e l’aggiornamento si è fermato.

Fortunatamente a metà dello stesso mese sono stati resi noti i dati ufficiali dal Ministero dell’Istruzione, aggiornati al 10 ottobre. Si parlava di 5.793 studenti positivi (lo 0,08% del totale), 1020 casi tra i docenti (0,133%) e di 283 casi tra i collaboratori scolastici (0,139%). Pare dunque che dentro le aule sia tutto sotto controllo.

Ma cosa succede al di fuori?

Se fino all’uscita del cancello delle mura scolastiche tutto è ordinato, immediatamente fuori la situazione cambia. Centinaia di studenti ammassati si dirigono verso i mezzi pubblici. Non li si può controllare, né distribuire diversamente. Qualcuno toglie la mascherina e parla con gli altri, perché fino a pochi mesi fa era la normalità e speriamo sia di nuovo così, presto.

Questi gruppi di studenti, infine, salgono in metro, treno, pullman o tram e tornano a casa propria. È qui che si annida la questione: l’affollamento dei mezzi pubblici non è mai stato efficacemente controllato perché, nei fatti, impossibile. Qui dunque, un passeggero positivo, non necessariamente uno studente, contagerà decine di persone, che si incontreranno con i familiari a casa e il giorno dopo con i compagni, sempre passando per i mezzi pubblici.
Riusciremo a venirne a capo?

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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