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La politica al tempo del Jobs Act

La politica al tempo del Jobs Act

Mattarella si schiera  apertamente contro l'utilizzo improprio dei voucher, mentre il segretario della Cgil Susanna Camusso attacca la riforma del lav

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Mattarella si schiera  apertamente contro l’utilizzo improprio dei voucher, mentre il segretario della Cgil Susanna Camusso attacca la riforma del lavoro.

In Francia la protesta contro la riforma del lavoro (che equivale al nostro Jobs Act) sta sfociando in tensioni e scontri. Qui da noi la lotta la facciamo a parole. Durante la terza edizione delle Giornate del Lavoro, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato temi importanti nel suo discorso.

“Il Paese avanza se offre valide opportunità di sbocco e di lavoro ai giovani”. Il punto è sempre questo: dare garanzie ai giovani, che vedono un futuro tutt’altro che roseo davanti a loro.

Ma il Capo dello Stato non si è soffermato solo su questo. Anzi, ha dichiarato apertamente come l’uso improprio dei voucher sia, insieme all’illegalità e lo sfruttamento del lavoro, una costante ben radicata all’interno del nostro Paese, risolvibile solo tramite “interventi mirati che puntano a sconfiggere le disuguaglianze, l’emarginazione e la povertà”. Proprio nel periodo che segue il grande dibattito sulle parole della ministra Maria Elena Boschi riguardo i partigiani, Mattarella si è soffermato a ricordare la figura di Luciano Lama, un partigiano sindacalista. “A uomini come lui” ha detto il Presidente “dobbiamo la nostra libertà e la capacità di vedere la realtà con lucidità e chiarezza di intenti”.

Proprio adesso si sta cercando di modificare il testo del Jobs Axt apportando delle modifiche, nei quali rientra anche una sanzione da 400 a 2.400 euro per coloro che non dichiarano i “buoni lavoro”. Ma queste revisioni riguardano soprattutto i contratti di solidarietà, che possono essere trasformati in contratti espansiva (a patto che la riduzione delle ore lavorative non sia superiore a quella già concordata)  e la solidarietà espansiva, che prevede “un trattamento di integrazione salariale, di importo pari al 50% prevista prima della trasformazione del contratto ed il datore di lavoro integra tale trattamento almeno fino alla misura dell’integrazione originaria”.

Ma il segretario Camusso ci va giù pesante, sostenendo come “una riforma (quella del lavoro) che non va bene non può essere modificata. Bisogna riconoscere l’errore e cancellarla, andando a trattare il tema originario del lavoro occasionale”.

Di Lorenzo Santucci

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