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Tracciamento, questo sconosciuto nemico-amico della scuola

Tracciamento, questo sconosciuto nemico-amico della scuola

Che fine ha fatto il tracciamento dei contagi da Covid-19 nelle scuole? Vediamolo insieme, ma ve lo diciamo subito, non vi farà piacere saperlo. Ment

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Che fine ha fatto il tracciamento dei contagi da Covid-19 nelle scuole? Vediamolo insieme, ma ve lo diciamo subito, non vi farà piacere saperlo.

Mentre nei corridoi del MIUR circola ormai incontrollata la voce secondo cui un tentativo di rientro in classe avverrà subito dopo le feste (si parla dell’11 gennaio), qualcuno ha già iniziato a sollevare i primi dubbi circa la bontà di quest’ipotetica decisione. E a ben ragione direi, nonostante il tracciamento dei contagi.

Dietro alla facciata di una scuola pronta a tutto (persino a far “tamponare” i ragazzi) pur di garantire il regolare e salutare svolgimento delle lezioni, si cela infatti la cruda realtà di un sistema scolastico che sembra aver perso da tempo il controllo di questa situazione (ammesso che l’abbia mai avuto).

Ne è la prova il fatto che, al momento, nessuno è in grado di stabilire con assoluta certezza quante e quali siano le persone che di recente hanno contratto il virus all’interno degli istituti. In altre parole, il sistema di tracciamento dei contatti all’interno delle scuole è definitivamente saltato. E non siamo noi a dirlo, ma è la Ministra della Scuola stessa, Lucia Azzolina.

Quest’ultima ha confessato che il MIUR, con l’assurda scusa che le ASL sono in affanno, ha smesso di chiedere alle aziende sanitarie i dati relativi al “contagio scolastico”. Una mossa apparentemente inspiegabile, visto che l’intento dichiarato dal Ministero è quello di riaprire tutti gli istituti.

Ma forse è proprio per questo motivo che l’attività di screening è stata silenziosamente accantonata, per nascondere la reale gravità della situazione. Difatti, stando all’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 105.000 gli Under18 che hanno contratto il virus dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi e per di più, l’80% di questi è composto da studenti.

Ora, non vogliamo e non possiamo assolutamente dire che il contagio sia avvenuto all’interno degli istituti, o almeno non nella totalità dei casi. Tuttavia, una scuola che vuole presentarsi come sicura non può prescindere dall’avere un sistema di tracciamento dei contagi collaudato. Perché gli istituti non saranno uno dei principali veicoli di contagio, ma il pressappochismo invece sì.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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