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Direttamente da Twitch ecco una bella protesta: #NoStreamDay

Direttamente da Twitch ecco una bella protesta: #NoStreamDay

Le regole molto stringenti di Twitch e le sue sospensioni hanno generato un’ondata di malcontento generale. Ecco perchè è nato il #NoStreamDay. Si ti

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Le regole molto stringenti di Twitch e le sue sospensioni hanno generato un’ondata di malcontento generale. Ecco perchè è nato il #NoStreamDay.

Si tiene oggi il #NoStreamDay. Si tratta di un’iniziativa di Mr. Marra (Cerbero Podcast), cui hanno aderito i principali streamer di Twitch Italia e la community tutta. La protesta contesta le modalità di sospensione degli utenti da parte della piattaforma, ritenute poco trasparenti, e consiste nel non trasmettere in diretta per tutta la giornata di oggi.

L’iniziativa non contesta la legittimità dei ban, ma mira ad ottenere una maggiore chiarezza delle regole, la riduzione della disparità di trattamento tra gli streamer, la possibilità di contestare le sospensioni e ottenere dei risarcimenti in caso di sospensioni riconosciute inappropriate. Uno sciopero digitale in piena regola.

Il creator sospeso deve limitarsi nei rapporti sociali e vede andare in fumo tutto ciò che ha costruito fino a quel momento, soffrendo quindi anche un danno economico e perdendo la propria community. Hanno fatto discutere molto il recente ban temporaneo di Homyatol e quello permanente di Sdrumox, personaggi chiave di Twitch Italia.

I regolamenti della piattaforma in materia di sospensione dei contenuti sono molto rigidi. Non è consentito rivelare la motivazione del proprio ban, non può esserne noto il motivo e nessun altro utente può far intervenire l’incriminato nelle proprie dirette, né mostrarne il volto o farne sentire la voce. I bannati non possono, per contratto, utilizzare altre piattaforme di streaming.

Come tutte le nuove piattaforme e i nuovi social (vedi TikTok), Twitch è impostata per generare sin da subito un business tramite i contenuti degli utenti, a differenza di quelle nate quando ancora non esistevano advertising e sponsor e che hanno generato questo nuovo mercato. Amazon è il proprietario di Twitch e pare che i suoi rapporti con i partner di streaming non siano meno critici di quelli con i dipendenti del servizio di e-commerce!
Una battaglia per i diritti del lavoro in piena era digitale, da sostenere. Ricordiamo che dietro un video e uno schermo ci sono le persone.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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