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Andrea Vigentini? Si beh, ci ho scambiato quattro chiacchiere

Andrea Vigentini? Si beh, ci ho scambiato quattro chiacchiere

Andrea Vigentini ha recentemente pubblicato il singolo "Oltre tutto l'amore che c'è" e mi è sembrata l'occasione giusta per un'intervista. Abbiamo sc

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Andrea Vigentini ha recentemente pubblicato il singolo “Oltre tutto l’amore che c’è” e mi è sembrata l’occasione giusta per un’intervista.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Vigentini, cantautore e autore (anche per nomi del calibro di Nek), chitarrista di Ermal Meta, ora solista, è tornato da pochissimo con un nuovo singolo dal titolo Oltre tutto l’amore che c’è, che sembra descrivere un amore vissuto durante la quarantena.

Cosa ti ha spinto a scrivere Oltre tutto l’amore che c’è?
È nata spontaneamente come tutte le altre canzoni. Mi è venuto d’istinto il ritornello e da lì
son partito per costruire il resto della storia.

Nasce prima la melodia o il testo? E poi come si va avanti?
Diciamo che ognuno ha il suo metodo e dipende molto anche dal genere musicale. Di solito si parte dalla musica mettendo giù accordi e melodia, cantandola in finto inglese o finto italiano (parole a caso senza un senso compiuto) per capire come suonerebbe una volta finita, poi fissata la parte melodica si scrive un testo in metrica. Altre volte invece si lavora direttamente su un beat o su una base fornita da un producer e anche in questo caso si può partire dalla melodia oppure, se già hai delle bozze di testo appuntate da qualche parte, da una frase per poi proseguire.

Cosa cambia tra scrivere per te stesso e scrivere per altri?
Dipende molto dal lavoro che lavoro fai e se scrivi su commissione. Può capitare di scrivere un brano pensando a se stessi e poi in un secondo momento “cederlo” a un altro artista, oppure se fai l’autore di scrivere su commissione, pensando direttamente a una persona. In questo caso, che apparentemente può sembrare più semplice, la difficoltà sta nel proporre qualcosa di nuovo e non già sentito, evitando di emulare o ricalcare successi passati, soprattutto se l’artista in questione sta cercando nuove direzioni musicali e non vuole ripetersi.

Cosa ti ha lasciato, artisticamente parlando, questo 2020?
Penso sia stato un anno difficile per tutti, sotto tanti punti di vista. Artisticamente parlando di sicuro ha lasciato molte incertezze, tanti rinvii e poca possibilità di progettare in quanto non sappiamo quando finirà tutta questa situazione. In compenso ho avuto il tempo e modo di scrivere canzoni nuove, conoscere persone e rafforzare rapporti già esistenti, cercare nuove strade (in questo caso digitali) ma soprattutto di imparare a non rimandare troppo le cose.

E cosa ti porti dietro da quell’edizione di Amici a cui hai partecipato?
Quest’anno sono 10 anni dalla mia partecipazione quindi direi che di tempo ne è passato parecchio. È stata un’esperienza molto bella, intensa fisicamente e psicologicamente, che ti forma e ti prepara ad affrontare tantissime prove nel tuo percorso artistico. Bisogna però prenderlo per quello che è, ovvero un’opportunità per crescere e farsi conoscere, con la consapevolezza che il mondo, come molto spesso ricordano ai ragazzi sia Maria che i professori stessi, non finisce una volta conclusa quell’esperienza ma la partecipazione è il punto di partenza per costruire qualcosa di solido.

A quando un album? E come sarà?
L’album spero presto perché credo sia arrivato il momento. In realtà sarebbe già dovuto uscire ma, per i motivi che potrete immaginare, è stato rinviato tutto.
Sarà un disco di canzoni da cantare, con strumenti veri e scritto senza cercare di rincorrere forzatamente le mode ma seguendo semplicemente l’istinto.

#FacceCaso

Di Giorgia Groccia

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