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Spreco a scuola: forse il nemico non è solamente il Covid

Spreco a scuola: forse il nemico non è solamente il Covid

Oggi facciamo un salto virtuale in un istituto romano dove la misure anti-Covid vanno di pari passo con quelle anti-spreco. E a volte coincidono. Men

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Oggi facciamo un salto virtuale in un istituto romano dove la misure anti-Covid vanno di pari passo con quelle anti-spreco. E a volte coincidono.

Mentre in tutto il resto del Paese la scuola è ripiombata nel caos e nello spreco di energie, lacerata dalle spinte opposte di chi vorrebbe tornare in classe subito e chi invece preferirebbe un rientro graduale e sicuro, in un istituto della periferia nord di Roma si prova a fare la differenza, con poche parole e tanti fatti.

Stiamo parlando dell’Istituto Comprensivo Nitti, dove si è pensato bene di unire alla lunga e infinita lotta al Covid-19 una battaglia altrettanto importante, quella contro lo spreco. D’altronde non c’è da stupirsi; la scuola di Via Nitti, infatti, è sempre stata in prima linea nella salvaguarda dell’ambiente.

Quest’anno, però, si è superata e ha deciso di fare le cose in grande. Come riporta Flavia Amabile in un articolo scritto per Repubblica.it, oltre a ripulire il quartiere in collaborazione con la parrocchia, il municipio e i vigili urbani, l’istituto ha infatti collaudato un sistema ecologico per permettere ai suoi studenti di tornare in classe in totale sicurezza.

Su suggerimento del papà di un alunno, di professione architetto, sono stati realizzati e installati più di 100 pannelli di cartone riciclato. Alcuni di questi sono serviti a dividere le aule in più ambienti, altri a separare le postazioni all’interno dei laboratori e dell’aula magna.

Una soluzione rapida, intelligente ed apparentemente efficace. Già, apparentemente. Perché si sa, le cose più belle sono anche quelle che purtroppo durano meno. Durante l’anno scolastico, infatti, ci si è accorti che i pannelli causavano problematiche di carattere acustico. Ma l’istituto non si è arreso e pur di non buttare le sue “creature”, ha preferito riciclarle come lavagne e pannelli d’esposizione.

Insomma, lo slogan è “no allo spreco”. Perché mentre lì fuori l’umanità continua a battersi per avere un posto di lavoro, dei trasporti efficienti o più dosi di vaccino, il nostro pianeta continua a piangere e a pagare le nostre scelte scellerate. Il Coronavirus prima o poi se ne andrà gente e quando accadrà Madre Natura presenterà il conto; se sarà salato dipende solo da noi.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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