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Festa della Donna: non c’è proprio nulla da festeggiare! Parlano i dati

Festa della Donna: non c’è proprio nulla da festeggiare! Parlano i dati

L’8 Marzo cade la Giornata Internazionale della Donna, spesso comunemente chiamata “Festa della Donna”. Ma cosa dovremmo festeggiare esattamente?! A

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L’8 Marzo cade la Giornata Internazionale della Donna, spesso comunemente chiamata “Festa della Donna”. Ma cosa dovremmo festeggiare esattamente?!

A partire dal 1909, negli USA è stata istituita la Giornata Internazionale della Donna – spesso erroneamente chiamata “Festa della Donna” – e dopo qualche anno questa commemorazione è stata inserita anche nei calendari di alcuni stati Europei. Sull’origine della festa circolano diverse narrazioni, ma è sul suo scopo che sarebbe più necessario concentrarsi.

A cosa serve la Festa della Donna?
Potremmo banalmente (ma onestamente) dire: a niente!

Ma, visto che non ne troviamo altro fine, possiamo cogliere l’occasione per ricordare cosa significa essere donna in questo mondo.

La verità è che a nessuna donna importa avere una giornata dedicata o ricevere mimose. Non importa perché durante il resto dell’anno vivi una vita più difficile per colpa del tuo sesso biologico.
La Festa della Donna è dunque priva di significato e dire “auguri” l’8 Marzo non risolverà proprio nulla. Ed è proprio perché le parole lasciano il tempo che trovano oggi vogliamo usare i numeri.

Ecco a voi alcuni dati che vi dimostrano che non c’è proprio NULLA da festeggiare.

Per quel che riguarda il settore economico, con il concludersi del 2020 l’EIGE (European Institute for Gender Equality) ha pubblicato i dati aggiornati sull’occupazione femminile. L’Italia si è classificata ultima in Europa.
L’Istat aveva proposto dati allarmanti anche sul tema licenziamenti: su 101 mila disoccupati “da covid”, 99 mila sono donne. Si continua a parlare di “crollo occupazionale” generico, eppure dai dati emerge che non tutti hanno subito la crisi in egual modo.Se gli esperti dell’EIGE stimano giusto, ci vorrà ancora mezzo secolo per arrivare ad una parvenza di eguaglianza nel mondo del lavoro. Mi dispiace giovany donne, farete prima ad accettare che per i boss non valete abbastanza.

Ma anche sul fronte violenza non troviamo mimose… Il 2020 è stato l’anno in cui si sono registrati più femminicidi di sempre: 81. Complice la pandemia e l’impossibilità di denunciare, abbiamo registrato un anno devastante per le vittime di violenza di genere. Ma ecco arrivare il 2021, pensiamo positivo: “Anno nuovo, vita nuova”!
Mi spiace deludervi, ma proprio no. Nel 2021 è stato riportato un femminicidio ogni 5 giorni. Praticamente ogni volta che iniziava il weekend, moriva ammazzata una donna.

Ecco, bastano pochi minuti di lettura, un giro tra i dati proposti dall’EIGE o dall’Istat per capire che non c’è proprio nulla da festeggiare. Che molte non vorrebbero neanche esistesse una festa del genere e maledicono l’esser nate donne. Le definiscono esagerate, nazifemministe, invasate. Ma, dati alla mano, possiamo davvero biasimarle?

#FacceCaso

Di Martina Borrello

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