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“Mudik, Cuore di cane”, il primo album di Crepaldi è pronto a traghettarvi

“Mudik, Cuore di cane”, il primo album di Crepaldi è pronto a traghettarvi

Dopo i due singoli "Oceano" e "Coltelli", Crepaldi pubblica oggi il suo primo album, "Mudik, Cuore di cane", per MC MUSIC\DEPOSITO ZERO SAS e distribu

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Dopo i due singoli “Oceano” e “Coltelli”, Crepaldi pubblica oggi il suo primo album, “Mudik, Cuore di cane”, per MC MUSIC\DEPOSITO ZERO SAS e distribuito da Music Rails.

Esce martedì 25 maggio il primo album di Crepaldi, “Mudik, Cuore di cane”, per MC MUSIC\DEPOSITO ZERO SAS e distribuito da Music Rails. Il termine mudik è di origine indonesiana e rappresenta l’azione del ritorno verso casa e l’artista ha tenuto a sottolineare un elemento importante: “Ho voluto nominare così il protagonista di questa storia che dedico alle anime “nomadi “,ai cuori di cane che cercano di continuo la strada di casa, come me. Ci sono tutti i miei demoni degli ultimi 3 anni”.

Un disco sentito, studiato, introspettivo: “L’ onda emotiva di questo viaggio in mare aperto è esplosa paradossalmente durante i mesi di chiusura del 2020, è da lì che ho scoperto che avrei voluto raccogliere tutto in un album. Quell’immobilismo mi ha permesso di mettere meglio a fuoco le idee sviluppate negli ultimi anni vissuti da naufrago”.

“Mudik, Cuore di cane” è un disco nato lontano da Roma ma molto vicino alle più intime corde dell’artista: “Ho scelto la Romagna per incidere questo lavoro, sono un cantautore e amo i luoghi veri e genuini dove si beve bene e ci si confronta con gente di cuore. Alcuni brani erano stati scritti in precedenza,magari non sviluppati,semplicemente accennati e così ho sentito il bisogno di contestualizzarli. Non credo di aver ancora fatto pace con i miei demoni, ma già il fatto di averli raccontati è un bel passo avanti”.

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TRACK BY TRACK

1-Svegliami

“Il brano parla proprio di come sia cambiata la nostra vita in questo ultimo anno, è stato un po’ il pezzo che mi ha fatto scattare la scintilla. E’ un chiaro messaggio di speranza, pur ponendo all’interlocutore svariate domande”.

2-Milano 08/03

“Ci sono voluti quasi cinque anni per scrivere questo brano, a mio avviso uno dei più belli che mi siano mai venuti fuori.Una fotografia ermetica di un uomo in cerca di se stesso in una città dinamica ed europea come Milano.Una storia vera, ispirata alla scuola dei grandi cantautori italiani.Mi recavo spesso a Milano per presentare i miei demo alle case discografiche per poi tornare a casa a mani vuote.Nonostante ciò sono rimasto completamente affascinato da questa città “uragano”. Pur essendo nato in una metropoli come Roma,Milano mi porta in alto e mi fa sentire piccolo allo stesso tempo.”

3-L’eternità

“Ho scritto questo brano il giorno dopo l’attentato del 2016 a Nizza,immaginando la notte di due amanti dentro una stanza mentre fuori regnavano terrore e morte.L’amore sa ,come sempre ,essere la più grande risposta ,il tempio da difendere.Soffusa e notturna,mi è piaciuto citare Alda Merini nel testo,quando ho scritto il testo immaginavo di rapparlo! ”

4-Bene (percezione istantanea di un addio)

“Questo brano ha una struttura country rock,ci sento la California,lo ascolto sempre con molto gusto,musicalmente mi rappresenta a pieno,un singolo.Sono le classiche domande che un uomo ferito porge all’ex partner dopo un addio. La voglia iniziale di scoprirsi liberi lascia qualche lama nel costato da togliere prima che faccia troppo male.Il brano nasce da una parte di chitarra quasi western che poi è stata trasformata.”

5- Coltelli (USCITA COME SINGOLO)

“Il brano nasce da un’idea musicale che avevo sviluppato già da un po’, ispirato dai Mumford And Sons e dagli Stones. Avevo scritto tempo fa una bozza di testo, ispirandomi a vicende amorose personali un po’ scanzonate ,che allo stesso vivevano anche molti dei miei amici. Un modo per prendermi e prenderci un po’ in giro. Appena ho composto e sviluppato l’idea musicale ho pensato che sarebbe stato perfetto. Mi immagino a cantare questo brano nel bel mezzo di una serata goliardica ,in un pub pieno o in osteria con gli amici ,magari in piedi sopra un tavolo con il boccale di birra in mano. Ogni tanto è giusto ricordarsi che a trent’anni si è ancora molto giovani e che si ha il diritto di vivere le cose con leggerezza !!!! Il brano originariamente aveva un sound acustico, suonato, un vero e proprio stomp… In fase di post-produzione abbiamo deciso di trasportarlo in una dimensione leggermente elettronica. È troppo divertente,certi giorni non riesco a smettere di ascoltarlo!”

6-Ferite

“Una vecchia fotografia dei miei vent’anni. Ci sono i miei vecchi amici,i sogni infranti addosso al muro, c’è la voglia di fuggire all’estero, l’amore masticato a metà. Se in “Oceano ” racconto il lato oscuro dei trenta, “Ferite”potrebbe essere la versione analoga scritta 10 anni prima. Dedicato in particolare a una mia vecchia amica con la speranza che possa aver trovato la sua dimensione ideale oltre oceano. Appena scritta aveva le sembianze di un vecchio blues, poi gli è stata data un’impronta più alternativa.Non vedo l’ora di farla dal vivo per suonarci un bel solo di chitarra elettrica ”

7- Oceano( SINGOLO )

“Ho scritto questo brano al piano elettrico un pomeriggio d’inverno,con l’intento di raccontare immagini e sensazioni della vita a trent’anni attraverso una storia d’amore. Un blues inquieto e scuro , che racconta il confine ed il contrasto fra ciò che realmente siamo e ciò che vorremmo essere. Oceano come percezione di immensità dove ogni cosa si perde in un vuoto profondo , nel mare delle cose,rasentando il dimenticatoio. Un urlo di pancia che cerca di evitare questo crudo impatto. Il brano nasce dall’esigenza di trasformare in musica quello che sento in pancia. Vomito momenti e fotografie di una generazione, quella dei trent’anni, che si specchia e non rispecchia nel cinismo che ha trasformato i nostri anni. Questo brano vuole essere un urlo, un grido disperato di chi starà sempre dalla parte dei sogni. Se un giorno smetteremo di sognare non si accenderanno più le stelle e i nostri cieli saranno scuri

Chi è Crepaldi


Marco Crepaldi nasce a Roma nel 1987, si trasferisce in adolescenza sul litorale nord romano dove inizia a studiare chitarra e canto. Durante il liceo si iscrive all’Accademia Saint Louis di Roma dove si specializza in chitarra blues, rock e Fingerstyle. Concluso il percorso accademico inizia a lavorare come turnista per alcune realtà romane e non solo, accompagna il cantautore Leo Pari in tour in Italia e in Europa suonando le chitarre nel suo album “Resina”. Nel 2012 fonda il progetto Mancini e pubblica l’EP “Fango”(Gas vintage Records)contenente quattro brani dal sapore street-rock. Nel 2013 produce l’EP “Va tutto bene” contenente una cover di “Fuoco sulla collina” del compianto Ivan Graziani con la quale arriva finalista al “Premio Pigro” 2014. Nel 2014 esce “Io non sono bravo”, brano sarcastico che anticipa l’uscita dell’album “Punti di vista”prevista per l’anno seguente(Elegante musica). Negli anni a venire suona in vari club della penisola,si appassiona alle sonorità hip hop/rap e nel 2017 produce il brano “La mia guerra “per il progetto”Crepax”. Nel 2018 riprende il nome di battesimo riscoprendo un genere più intimista e cantautorale, vince il premio” Cremona Acoustic guitar Village” e il “Montesilvano pop rock festival”con il brano “Amore in abbondanza” per poi firmare un contratto con la Mea record company label che produrrà alcuni dei suoi singoli tra il 2019 e il 2020. Il 25 Maggio 2021 esce l’album “Mudik, cuore di cane” prodotto a partire dall’estate del 2020 con il produttore e storico amico Marco Battistini, anticipato da alcuni singoli tra i quali “Oceano” e “Coltelli”(MC music) . Tra gli artisti a cui si ispira maggiormente troviamo Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Cesare Cremonini, Paul McCartney e Bruce Springsteen.

Press:

Giorgia Groccia – giorgia.groccia@gmail.com
Riccardo Zianna – riccardozianna@gmail.com

#FacceCaso

Di _Riccardo Zianna_ & Giorgia Groccia

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