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Studentesse costrette a spogliarsi per dimostrare di non avere il ciclo. Accade in India

Studentesse costrette a spogliarsi per dimostrare di non avere il ciclo. Accade in India

Accade in una scuola indiana nello stato del Gujarat, la polemica scoppia perché le studentesse si rifiutano di comunicare quando hanno il ciclo, anda

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Accade in una scuola indiana nello stato del Gujarat, la polemica scoppia perché le studentesse si rifiutano di comunicare quando hanno il ciclo, andando contro le regole dell’istituto.

Costrette a spogliarsi davanti alle insegnanti, 70 studentesse del Shree Sahajanand Girls Institute (SSGI) di Bhuji nello stato indiano del Gujarat dopo essersi ribellate a una stupida regola anti ciclo sono state “punite”.

Vediamo cosa è successo.

Il tabù delle mestruazioni

Il fatto che il ciclo, le mestruazioni, che dir si voglia, siano ancora un tabù in gran parte del mondo non è certo una novità. Anche qui da noi ancora si fa fatica a parlarne in pubblico, a raccontare agli altri che abbiamo le mestruazioni. Le persone si impressionano, rispondono “che schifo”… In realtà stiamo parlando della cosa più naturale che c’è.

In ogni caso, la notizia che vi riporto oggi riguarda le 68 ragazze che una scuola indiana hanno dovuto spogliarsi nei bagni dell’istituto davanti alle insegnanti per dimostrare di non avere il ciclo. Altrimenti? Altrimenti, in quella scuola di Bhuji, chi ha il ciclo non può condurre la stessa vita delle coetanee.

Cosa comporta avere il ciclo?

Nella scuola Shree Sahajanand Girls Institute (SSGI), che è una scuola gestita dalla setta Swaminarayan, ovvero un gruppo di credenti indù molto molto conservatore, avere il ciclo è un problema. Le ragazze durante il periodo di mestruazioni, infatti devono sottostare a delle regole ben precise. Per esempio non possono toccare le altre ragazze, non possono entrare in cucina o nel tempio. Non solo, sono costrette a sedersi in fondo alla classe durante le lezioni e a mangiare in tavoli separati rispetto agli altri. Secondo le regole dell’istituto tutte le ragazze mestruate dovrebbero firmare un registro durante quei giorni in modo tale da poter essere identificate. La questione è scoppiata perché per due mesi di fila le studentesse hanno deciso di disertare la regola del registro, rifiutandosi di firmare.

Ecco cosa è successo dopo…

Dopo i due mesi di, chiamiamola, ribellione delle studentesse il gestore ha deciso di denunciarle per non avere rispettato le regole. Di conseguenza le insegnanti hanno trascinano tutte le ragazze nei bagni e costrette a spogliarsi per poter dimostrare di non avere effettivamente il ciclo. Questo gesto ha fatto indignare le ragazze ancora di più, le quali hanno poi denunciato di essersi sentite violate e di essere rimaste traumatizzate. Infine la notizia ha fatto il giro del Paese, dove molte altre giovani ragazze si sono unite alla protesta denunciando i fatti: per sostenerle è stata organizzata una protesta pubblica ed è stata avviata un’indagine da parte della Commissione femminile delle Stato occidentale.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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