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Il ritorno degli SMS: da morti viventi a nuove leve

Il ritorno degli SMS: da morti viventi a nuove leve

Con le ormai diffusissime chat di messaggistica, gli SMS sembrano diventati obsoleti. Ma per molti giovani hanno ancora lo loro utilità. Ve li ricord

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Con le ormai diffusissime chat di messaggistica, gli SMS sembrano diventati obsoleti. Ma per molti giovani hanno ancora lo loro utilità.

Ve li ricordate gli SMS? Acronimo di Short Message Service, sono oggi un autentico pezzo di archeologia tecnologica in ambito di messaggistica telefonica. Sono stati i progenitori delle chat. I primi a far inclinare di 23 gradi lo sguardo di milioni di persone, per lo più adolescenti, sulla tastiera del telefono, per scrivere cose tipo “scs t kiamo dp. tv1kdb“. Perché ogni singolo messaggio si pagava e c’era un numero massimo di caratteri che si potevano inserire. Poi scattava la tariffa doppia.

Oggi è tutto superato grazie a Whatsapp, Telegram e simili. Ma i vecchi messaggini, che ormai stanno alle app per scriversi come il telegrafo sta all’Iphone 10, non sono comunque andati del tutto in pensione.

Il motivo, incredibile ma vero, è che molti trovano in essi ancora una certa utilità. A rivelarlo è una recente indagine di Skebby.it. Secondo quanto rilevato, sopratutto i giovani preferiscono proprio il sistema SMS per servizi come promemoria, notifiche importanti o scadenze. Su un campione di 938 persone dai 18 anni in su, la maggior parte degli under 35 li hanno indicati come strumento preferito per questo tipo di finalità.

Il ritorno dei morti viventi

Come in film di zombie quindi, dopo un decennio in cui sembravano morti, gli SMS si ripresentano sotto nuove spoglie. L’obsolescenza non li ha definitivamente fatti sparire. Si sono evoluti. Ed eccoli di nuovo, sotto forma di promozioni e offerte di sconti. O come campanello d’allarme se il conto in banca si sta azzerando troppo in fretta.

Secondo i dati emersi dalla ricerca, ben il 46.8% dei giovani credono che siano proprio questi il mezzo perfetto per comunicazioni di tale genere. Probabilmente, ha sottolineato la Digital Marketing Strategist di Skebby, Francesca Quagliata, questo dato dipende dalla percezione di una minor invasività rispetto ad altri sistemi più personali.

“Tra i risultati emersi dalla nostra indagine ci hanno particolarmente colpito quelli relativi ai giovani, proprio perché si tratta del gruppo che ha sicuramente una minor propensione a scrivere SMS. Il motivo che li porta a preferire gli SMS per ricevere comunicazioni transazionali o promozionali probabilmente risiede proprio nel fatto che vengano considerati del tutto esterni alla sfera privata, quindi, decisamente meno invasivi rispetto alla messaggistica istantanea e per questo anche molto efficaci in ambito business”.

 

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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