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Alimentazione sostenibile: come salvare il pianeta partendo dalle nostre tavole

Alimentazione sostenibile: come salvare il pianeta partendo dalle nostre tavole

Vi siete mai chiesti cosa possiamo fare per aiutare la crisi climatica e salvaguardare la Terra? Mi auguro di sì. Beh, anche l'alimentazione conta, ta

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Vi siete mai chiesti cosa possiamo fare per aiutare la crisi climatica e salvaguardare la Terra? Mi auguro di sì. Beh, anche l’alimentazione conta, tanto!

Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), l’alimentazione sostenibile è quella che ha un ridotto impatto ambientale e al tempo stesso soddisfa le linee guida nutrizionali, è economica, accessibile e culturalmente accettabile.

Questa definizione si traduce in poche e semplici azioni come per esempio ridurre il consumo di carne e derivati massimo 1-2 volte a settimana, specialmente quella bovina.
L’allevamento intensivo di questi animali è causa di circa il 25% dell’emissione di gas serra dovuta alla produzione di cibo a livello globale. Inoltre preferire carne di allevamenti che si conoscono o biologica.

“Biologica” significa promuovere il rispetto delle risorse naturali e dell’ambiente, utilizzando la rotazione delle colture per non sfruttare troppo i terreni, senza utilizzare OGM, pesticidi, fertilizzanti chimici e antibiotici e utilizzando tecniche di allevamento che prevedano il rispetto per gli animali e che siano a terra e all’aperto.

Bisognerebbe diminuire anche l’uso di prodotti lattiero-caseari, poiché la produzione di questi è causa di circa il 20% dell’emissione di CO2 della produzione alimentare. E non è finita qui, la principale causa della deforestazione è proprio l’espansione dei pascoli per i bovini destinati al consumo.

Qualche numero

Il 43% delle terre emerse è utilizzata per l’agricoltura intensiva e l’83% di queste servono per coltivare vegetali che diventeranno mangime per gli animali. Per non parlare della grossa quantità d’acqua usata per l’allevamento intensivo, molto minore rispetto a quella per le colture. Riuscite a vedere il quadro più ampio ora?

Qualche dritta

Basterebbe quindi diminuire il consumo di carne e sostituirla con alimenti di origine vegetale, che di fatto già sono alla base della dieta mediterranea e altamente consumate nel nostro Paese.
In realtà chi mangia bene è già vegano metà dei pasti.
Per un’alimentazione sostenibile mangiare quindi più frutta e verdura, di stagione e locale preferibilmente.
Ebbene sì scegliere prodotti a “km0”, vuol dire risparmiare carburante utilizzato per il trasporto e quindi diminuire le emissioni di CO2. La frutta esotica per esempio spesso viene esportata per via aerea, il mezzo di trasporto più inquinante di tutti.

Infine provare a sostituire la carne con legumi, ricchi di fibre e altamente proteici o con alimenti vegetali come il tofu o il tempeh, entrambi a base di soia. Erroneamente si pensa che la coltivazione di questa pianta non sia sostenibile. Questo perché solo il 7% della soia globale viene utilizzata per il consumo umano, il restante 77% viene utilizzato come mangime per gli animali. E siamo da capo a dodici.

Nessuno vi sta chiedendo di prendere la drastica decisione di diventare vegani anche se ormai in Italia, 1 italiano su 10 è vegano/vegetariano (dati di Eurispes 2021) e corrispondono all’8.2% della popolazione.
Ciò che tutti noi dovremmo fare però è avere più consapevolezza sull’impatto che le scelte alimentari hanno sul mondo.

#FacceCaso

Di Alice Fuschiotto

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