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Inquinamento ambientale causato dai Bitcoin: i nodi da sciogliere

Inquinamento ambientale causato dai Bitcoin: i nodi da sciogliere

L’opinione pubblica è divisa sull’inquinamento ambientale causato dai Bitcoin. La questione ci ricorda che la transizione ecologica è ancora lontana.

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L’opinione pubblica è divisa sull’inquinamento ambientale causato dai Bitcoin. La questione ci ricorda che la transizione ecologica è ancora lontana.

Da diverse settimane si parla dell’inquinamento ambientale causato dai Bitcoin. Sono tante le testate giornalistiche ad aver paragonato il consumo elettrico della rete di criptovalute in un anno al fabbisogno energetico di questo o quel Paese.

Come mai questa criptovaluta consuma così tanta energia? Il funzionamento di Bitcoin si basa sulla rete blockchain, una sorta di “libro mastro” digitale e incorruttibile che verifica e valida tutte le transazioni nel mondo. Questo processo, chiamato mining, è particolarmente energivoro poiché basato su complessi calcoli crittografici. Chiunque nel mondo può parteciparvi ma è necessario utilizzare macchine potenti ed efficienti. I miners che mettono a disposizione la propria potenza di calcolo vengono ricompensati con Bitcoin nel momento in cui completano un blocco della blockchain.

È il grande dispendio di energia di questa fase alla base dell’inquinamento ambientale causato dai Bitcoin. Le transazioni da validare sono numerose e i miners a concorrere sono davvero tanti. Così come la quantità di energia utilizzata, dunque. Il problema risiede nel fatto che non sempre questa viene da fonti rinnovabili. Gran parte del mining globale avviene in Cina, dove la produzione energetica prevalente è di tipo fossile.

Tuttavia, paragonare il consumo dei Bitcoin a quello di uno stato è scorretto. Al confronto con il consumo energetico del sistema bancario globale, ad esempio, è nettamente inferiore. O, ancora, in un anno, solo negli Stati Uniti, tutti i dispositivi elettronici accesi ma non attivi consumano il 60% in più della rete Bitcoin.

La questione è complessa. Il problema sta nella produzione energetica, non nel consumo. Questo ci impone di intervenire per incrementare le fonti rinnovabili. La nostra quotidianità è ormai dipendente dalla tecnologia, questa situazione ne è una prova ulteriore. Per vincere la sfida è necessario convertirsi, con efficienza, all’energia pulita e incentivare la transizione ecologica.

#FacceCaso

Di Luca Matteo Rodinò

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