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Scuola: Renzi prova a fare pace con gli 80mila precari

Scuola: Renzi prova a fare pace con gli 80mila precari

È polemica tra Governo e Ragioneria ma l'obiettivo del Miur  chiaro: stabilizzazione dei docenti entro i prossimi tre anni. #FacceCaso. Il Governo pr

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È polemica tra Governo e Ragioneria ma l’obiettivo del Miur  chiaro: stabilizzazione dei docenti entro i prossimi tre anni. #FacceCaso.

Il Governo proverà a costruire un percorso di assunzione per gli 80mila precari rimasti fuori nei primi due anni di assunzione della “Buona scuola”. La legge di bilancio che verrà presentata entro il 15 ottobre e dovrà essere approvata entro e non oltre il fatidico 4 dicembre. Sarà fondamentale tener conto di due fattori:
1) su 750mila docenti, 120mila hanno più di 60 anni quindi urge un cambio generazionale
2)entro il 31 dicembre il Governo dovrà consegnare la “0-6” a proposito del rafforzamento dell’infanzia.

Sembrerebbe proprio che Renzi non ne possa più del conflitto con i docenti tagliati fuori dopo aver investito ben tre miliardi sulla scuola italiana e vuole provare a riconquistarli. Parte adesso una “fase transitoria” per i precari che dovrebbero portare in un triennio alla loro stabilizzazione definitiva. A partire dal primo settembre 2017, gli ottantamila precari potranno essere via via selezionati attraverso “forme concorsuali” ancora da definire.

Il Governo sta provando (incontrando resistenze da parte del ministero delle Finanze), a trasformare già con questo passaggio nella Stabilità i 25 mila supplenti in 25mila cattedre. L’unica spesa con queste assunzioni aggiuntive, saranno gli stipendi di luglio e agosto che non vengono pagati ai supplenti licenziati a giugno e riassunti a settembre, specifica il Miur. La Ragioneria di Stato replica: “No, in conto perdite bisogna calcolare tutto l’anno di stipendio, 600-700 milioni per l’intera platea”. Dimenticando però che assumendo 25 mila docenti, si smette di pagare i 25 mila supplenti.
Governo, Ragioneria, per favore mettetevi d’accordo, qua c’è gente che aspetta un posto di lavoro. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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